Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 1451 del 27 gennaio 2015

In tema di rappresentanza, possono essere invocati i principi dell’apparenza del diritto e dell’affidamento incolpevole allorché non solo vi sia la buona fede del terzo che ha stipulato con il falso rappresentante, ma anche un comportamento colposo del contrattorappresentato, tale da ingenerare nel terzo la ragionevole convinzione che il potere di rappresentanza sia stato effettivamente e validamente conferito al rappresentante apparente.

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Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 4397 del 30 gennaio 2015

L’ assenza del pubblico dipendente dopo avere timbrato il cartellino segnatempo implica l’astratta configurabilità del reato ex art.640 comma 2 c.p, reato per il quale, però, non si può procedere in considerazione del fatto che quel comportamento – integrante gli fugaestremi del contestato reato di truffa aggravata – fu tenuto dall’imputato quando si trovava in stato di non imputabilità per incapacità di intendere e di volere, a causa del suo precario stato mentale.

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Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 novembre 2014 – 27 gennaio 2015, n. 1450

povertàIn tema di esperibilità dell’azione revocatoria ordinaria, requisito necessario e sufficiente è l’esistenza di un debito, non anche la sua concreta esigibilità. Ove venga prestata fideiussione per le future obbligazioni del debitore connesse all’apertura di conto corrente, gli atti di disposizione posti in essere successivamente all’apertura del credito ed alla prestazione della fideiussione, se consapevolmente pregiudizievoli per le ragioni creditorie, sono soggetti all’azione revocatoria.

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Consiglio di Stato, sez.3^, sentenza n. 159 del 20.1.2015

palazzo spadaNon ricorre la violazione dei principi di buona fede, correttezza e legittimo affidamento, degli artt. 1325 e 1373 c.c., né del divieto di modificazione unilaterale del contratto, laddove, in seguito ad una complessiva rinegoziazione del preesistente rapporto contrattuale, il provvedimento non si configura come una mera proroga del termine finale del precedente contratto, ma come un rinnovo, in cui le parti hanno proceduto ad una nuova contrattazione del contenuto del servizio, modificandolo ed eliminando alcune parti non più attuali

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Corte Costituzionale, sentenza n. 3 del 22.1.2015

corte costituzionaleNessuna norma di legge può essere dichiarata costituzionalmente illegittima solo perché è suscettibile di essere interpretata in senso contrastante con i precetti costituzionali, ma deve esserlo soltanto quando non sia possibile attribuirle un significato che la renda conforme a Costituzione.

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