Tribunale di Lamezia Terme, Sezione Civile, sentenza 7 agosto 2018 n. 1000

In materia di incandidabilità degli amministratori locali, prevista dall’art.143, comma 2, d.lgs.267/2000, a seguito di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, non sussiste rapporto di pregiudizialità fra giudizio di impugnazione del decreto di scioglimento del consiglio comunale, ricadente nella giurisdizione amministrativa, ed il processo per la dichiarazione di incandidabilità trattato dinanzi al giudice ordinario, essendo eterogeneo l’oggetto che li rende tutto autonomi tra loro, che,  tuttavia,  possono presentare comunanza su aspetti probatori riguardanti le irregolarità commesse nella gestione dell’ente territoriale. Raggiunta in sede di accertamento dei presupposti di fatto la prova del condizionamento dell’azione amministrativa comunale da parte della criminalità organizzata, per profili attinenti alla formazione del consenso e quello dell’imparzialità dell’azione amministrativa, va dichiarata l’incandidabilità dei consiglieri comunali i quali, privi di poteri di gestione amministrativa, tuttavia svolgevano un ruolo politico in seno all’organo consiliare competente in materia di programmazione, spesa pubblica e controllo dell’attività di giunta e sindaco. Non va dichiarata l’incandidabilità del sindaco ove il quadro probatorio indichi la sua non irrilevante azione a tutela della legalità, ed attesti l’incertezza della possibilità di ritenerlo responsabile, anche per omessa vigilanza, del verificarsi delle condizioni di cui all’art.143 TUEL.

massima di redazione

testo integrale

sentenza Tribunale Lamezia Terme n 1000-2018 incandidabilità

This Post Has Been Viewed 17 Times