Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 27 novembre 2018 n. 6279

Antonio Saladino

La pretesa del farmacista  assegnatario di sede farmaceutica aeroportuale prevista in locali inidonei, diretta a sollecitare l’adozione delle misure atte a soddisfare il suo interesse compatibilmente con l’interesse pubblico alla corretta distribuzione ed articolazione del servizio farmaceutico, non attiene all’esercizio del potere comunale di zonizzazione delle sedi farmaceutiche, ma riguarda l’adozione di misure che rientrano sicuramente nella competenza regionale per rendere effettivo, mediante l’assegnazione di una diversa sede, il diritto all’assegnazione di una sede, maturato sulla scorta della redatta graduatoria concorsuale. La zonizzazione delle sedi farmaceutiche aeroportuali previste dall’art. 1 bis, comma 1, lett. a) l. n. 475/1968 – la cui ratio istitutiva è evidentemente correlata alle esigenze distributive in capo agli utenti dell’aerostazione – è in re ipsa nella stessa individuazione ope legis del luogo di insediamento, e si sottrae, per tale ragione, alla generale potestà zonizzatrice altrimenti rimessa all’autorità comunale. In considerazione della specialità della ubicazione (e delle norme che la prevedono) non è ravvisabile una netta distinzione tra potere istitutivo (della farmacia aeroportuale), da un lato, che l’art. 1 bis, comma 1, lett. a) l. n. 475/1968 demanda alla Regione e delimitazione della zona di riferimento, dall’altro, che l’art. 2 l. n. 475/1968 demanda, in via generale, al potere lato sensu pianificatorio comunale.

massima di Nicoletta Palazzo©

testo integrale

Cons. Stato III sentenza 6729.2018

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