Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 18 maggio 2018 n. 8

All’Adunanza plenaria compete esaminare le questioni rimesse dalla Sezione, ma non è vincolata all’ordine di esame suggerito dall’ordinanza di rimessione, spettando ad essa stabilire l’esatto ordine di soluzione delle questioni. Nella procedura di scelta del contraente, effettuata in forma aggregata, nella quale cioè l’attività di stazione appaltante è demandata ad un solo ente – cui sono imputabili gli atti ed i provvedimenti della medesima – tramite un modulo organizzatorio che comporta un raccordo tra Amministrazioni, stazione unica appaltantela corretta applicazione dell’art.41, CPA, in mancanza di una formale imputazione del provvedimento finale ad una pluralità di amministrazioni, limita la notificazione del ricorso introduttivo del giudizio  esclusivamente nei confronti di quella che ha emesso l’atto impugnato, non sussistendo l’onere di eseguirla verso amministrazioni od enti che a diverso titolo abbiano avuto modo di partecipare al procedimento. Mentre le partecipazioni al procedimento giuridicamente qualificate (come quelle concernenti il potere di iniziativa o di proposta, la partecipazione all’intesa che abbia preceduto l’adozione del provvedimento finale, ovvero gli atti preparatori) non sono idonee ad estendere la veste di parte necessaria a soggetti diversi dall’autorità emanante, solo quando l’atto finale sia imputabile a più amministrazioni, come accade per gli atti di concerto o come può verificarsi per gli accordi di programma, la legittimazione passiva riguarda tutte le amministrazioni interessate.

massima di redazione

testo integrale

Consiglio Stato AD pl 8-2018

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