Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 26 marzo 2019 n. 1994

La V.A.S. è un mero passaggio endo-procedimentale del procedimento di redazione del Piano urbanistico e, come tale, è priva di una piena ed effettiva autonomia strutturale che rende fisiologico, tanto più in un piccolo Comune, che il relativo responsabile sia indicato nella persona di un funzionario dell’Ente con competenze in tema di assetto territoriale. Né crea problemi il fatto che il medesimo soggetto sia stato anche nominato responsabile del procedimento volto all’adozione del piano urbanistico: mentre, infatti, in questa qualità l’interessato svolge, nell’ambito del complesso iter di redazione di un Piano urbanistico, funzioni di carattere procedimentale volte allo stimolo, al coordinamento, all’armonizzazione ed alla razionalizzazione operativa delle diverse risorse umane, strumentali e finanziarie impegnate, nella diversa qualità di autorità competente ai fini V.A.S. ha attribuzioni sostanziali di ponderazione del prospettico impatto lato sensu ambientale del Piano medesimo, da espletare in collaborazione con l’autorità procedente. E’ inammissibile, in appello, la riproposizione di doglianze offerte in primo grado, con la mera riproduzione, nel controricorso, delle censure senza attendere alla puntuale esplicitazione del sotteso fondamento motivazionale, difettando, pertanto, il carattere specifico della riproposizione, che, per superare la presunzione di rinuncia stabilita dall’art. 101, comma 2, c.p.a., deve rappresentare con completezza ed autonomia la censura.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale

Consiglio Stato IV sentenza 1994-2019

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