Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 5 agosto 2020 n. 4937. Rilevanza dell’omissione e falsità dichiarativa del concorrente nelle procedure di affidamento.

Moroni

Tra le diverse fattispecie dell’art. 80, comma 5, del Codice dei contratti pubblici si ricava che omissione e falsità dichiarativa rispettivamente previste dalle lettere c-bis) e f-bis) non sono equiparabili e che diverse sono le conseguenze da esse derivanti. Solo da quest’ultima, e non anche dalla prima – norma di chiusura in grado di comprendere tutti i fatti anche non predeterminabili ex ante ma in concreto comunque incidenti in modo negativo sull’integrità ed affidabilità dell’operatore economico – deriva l’automatica esclusione dalla gara. E’ illegittimo l’automatismo espulsivo operato dalla stazione appaltante, per di più in una situazione in cui è incontestato che la legge di gara non prescrivesse esplicitamente l’obbligo dei concorrenti di dichiarare “tutte” le condanne riportate dagli esponenti aziendali, diverse da quelle indicate dall’art. 80, comma 1, del Codice.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale della sentenza

Consiglio di Stato sez IV sentenza 4937-2020

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