Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 12 marzo 2019 n. 1643

In tema di nuova localizzazione di attività estrattiva con impianto di produzione di cemento dal materiale di cava, riguardo all’affidamento eventualmente maturato sulla positiva conclusione della conferenza decisoria per effetto degli esiti della conferenza dei servizi preliminare, esso non può tradursi nell’illegittimità della determinazione conclusiva del procedimento. In base alla sua funzione tipica, la conferenza preliminare è la sede deputata ad una prima verifica circa l’assentibilità di progetti di particolare complessità o di insediamenti produttivi di beni e servizi, in particolare a definire le condizioni per ottenere i necessari assensi amministrativi da parte delle amministrazioni competenti, al fine di semplificare l’istruttoria e la valutazione da svolgere in via definitiva nella conferenza di servizi decisoria, sulla base di un progetto risultante dalla verifica preliminare, senza tuttavia alcun vincolo rispetto agli esiti della decisione finale. Alla conferenza di servizi (decisoria) devono essere invitate tutte le amministrazioni competenti sull’affare, ma la determinazione finale è la sintesi delle posizioni espresse in seno al modulo procedimentale unificato, in cui l’amministrazione titolare della competenza principale adotta la decisione conclusiva in base alle «posizioni prevalenti». Diversamente opinando si attribuirebbe alla singola amministrazione un potere di veto paralizzante rispetto ad ogni iniziativa imprenditoriale privata.

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Consiglio Stato V sentenza 1643-2019

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