Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 21 novembre 2019 n. 7932. Memorie di replica e principi del processo amministrativo

Peter Bruegel il Vecchio

Ragioni riconducibili alla “ragionevole durata del processo” (art. 111 Cost.), al principio di orientamento coincidente con il divieto di abuso dei mezzi processuali, al principio di “effettività” della tutela processuale – come clausola di garanzia dell’utilità e dell’efficacia della funzione giurisdizionale –  impediscono di utilizzare, nel processo amministrativo, la memoria di replica ove quella conclusionale della controparte non contenga effettive nuove deduzioni ma solo la riproposizione di argomenti già in precedenza svolti. La logica di tale soluzione si rinviene innanzitutto nel dato testuale dell’art. 73 c.p.a., nella parte in cui qualifica come “nuove” le deduzioni meritevoli di replica e accomuna sotto l’egida di questa comune qualificazione tanto i “nuovi documenti” quanto le “nuove memorie”. In un’ottica di inquadramento sistematico dei ruoli processuali, il diritto di replica non viene a subire in realtà, per effetto di tale contingentamento temporale, alcuna sostanziale limitazione, ma, sul piano della funzionalità del giudizio, la corretta osservanza dei termini ex art. 73 c.p.a. determina un potenziamento del contraddittorio, poiché consente allo stesso di svilupparsi nel modo più esteso possibile; ed in proposito è il caso di considerare che l’interesse al suo corretto svolgimento trascende la mera utilità delle parti ed impone che il pieno spiegamento delle loro facoltà difensive si coniughi con l’esigenza del più compiuto e ordinato sviluppo della dialettica processuale, a garanzia di un esito decisionale qualitativamente soddisfacente.

massima di redazione

testo integrale

Consiglio di Stato Sez III sentenza 7932-2019

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