Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 22 maggio 2019 n. 3314. Piani di rientro, strutture accreditate e programmazione sanitaria con effetti ex tunc

Mattia Preti

In materia di determinazione dei tetti di spesa sanitaria e sui limiti del sindacato giudiziale circa i loro criteri di fissazione e ripartizione nell’ambito delle Regioni interessate dal regime emergenziale, la disciplina dei c.d. “Piani di rientro” mira a ripristinare l’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale, salvaguardando i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie nel rispetto del diritto alla salute garantito dall’ art. 32 della Costituzione, mantenendo la continuità delle prestazioni ai cittadini ed una sana competizione tra le strutture accreditate, ma non quella di assicurare i volumi di produzione del singolo erogatore. La fisiologica tardività della previsione del budget di spesa per l’anno in corso con effetto ex tunc  del potere di programmazione si svolge in guisa da bilanciare l’esigenza del contenimento della spesa con la pretesa degli assistiti a prestazioni sanitarie adeguate e, soprattutto, con l’interesse degli operatori privati ad agire con un logica imprenditoriale sulla base di un quadro, nei limiti del possibile, certo e chiaro circa le prestazioni remunerabili e le regole applicabili. La tutela delle legittime aspettative degli operatori privati, in coerenza con il fondamentale principio di certezza dei rapporti giuridici, riposa, in primo luogo, sulla valorizzazione dell’affidamento degli operatori economici, sull’ultrattività dei tetti già fissati per l’anno precedente, salve le decurtazioni imposte dalle successive norme finanziarie. La tutela di tale affidamento richiede che le decurtazioni imposte al tetto dell’anno precedente, ove retroattive, siano contenute, salvo congrua istruttoria e adeguata esplicitazione all’esito di una valutazione comparativa, nei limiti imposti dai tagli stabiliti dalle disposizioni finanziarie conoscibili dalle strutture private all’inizio e nel corso dell’anno. Più in generale, la fissazione di tetti retroagenti impone l’osservanza di un percorso istruttorio, ispirato al principio della partecipazione, che assicuri l’equilibrato contemperamento degli interessi in rilievo, ed esige una motivazione tanto più approfondita quanto maggiore è il distacco dalla prevista percentuale di tagli.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale

Consiglio Stato III sentenza 3314-2019

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