Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 29 luglio 2020 n. 4834. Modalità di contestazione della suddivisione in lotti dell’appalto.

Ligabue

La preferenza per la suddivisione in lotti, in quanto diretta a favorire la partecipazione alle gare delle piccole e medie imprese, principio recepito all’art. 51 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, non costituendo una regola inderogabile, in quanto la norma consente alla stazione appaltante di derogarvi per giustificati motivi, che devono però essere puntualmente espressi nel bando o nella lettera di invito, proprio perché il precetto della ripartizione in lotti è funzionale alla tutela della concorrenza, implica non soltanto il potere, ma anche il dovere di dimensionare l’organizzazione territoriale dell’appalto in funzione dello specifico interesse pubblico e delle peculiari esigenze ad esso connesse nelle diverse realtàI limiti del relativo sindacato giurisdizionale si appuntano sulla ragionevolezza e logicità della scelta della stazione appaltante, e non consentono comunque di sindacare, sotto il profilo della pretesa illogicità ed irragionevolezza, le ragioni (di opportunità) che hanno indotto la stazione appaltante alla scelta in contestazione. Il ricorrente ha l’onere di gravarsi dell’originaria individuazione dei lotti, e non contestarne la legittimità solo in relazione alla (successiva) previsione della documentazione relativa ai requisiti, apparendo tale ultima allegazione chiaramente strumentale al tentativo di recuperare una doglianza ormai (nella sua reale dimensione) preclusa, in ragione del già rilevato carattere inautonomo (e in certo senso dovuto, quale portato della delimitazione dell’oggetto del contratto) della previsione della lex specialis oggetto di immediata contestazione.

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Consiglio di Stato sez III sentenza 4834-2020

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