Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 3 luglio 2019 n. 4557. Limiti ed ampiezza dei criteri per la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Lorenzo Lotto

L’illegittimità della disposizione della lex specialis che preveda, restrittivamente, la valutazione dell’offerta economica solo in relazione ad alcune componenti di un impianto protesico, oggetto della fornitura, tralasciandone altre altrettanto indispensabili ai fini della sua completezza, impone la rinnovazione dell’intero procedimento selettivo. Il perimetro della valutazione, funzionale alla individuazione dell’aggiudicatario della fornitura, deve essere adeguatamente ampio, al fine di garantire l’efficienza del procedimento selettivo e la migliore rispondenza del prodotto prescelto alle esigenze della stazione appaltante: esso, in particolare, deve abbracciare tutti i profili, tecnici ed economici, che assumono rilievo alla luce degli interessi perseguiti dall’Amministrazione, alla stregua dei criteri di selezione da essa prescelti, ed al fine di assicurarne il maggior grado di soddisfacimento. Tale principio non è assolutamente incompatibile con una valutazione qualitativa ed economica delle offerte “a geometria differenziata”, laddove essa trovi giustificazione nelle particolari caratteristiche della fornitura e/o nell’interesse perseguito dalla stazione appaltante. La valutazione economica delle offerte, essendo ispirata all’interesse della stazione appaltante a massimizzare la convenienza economica della fornitura (pur nel quadro di un prudente contemperamento con il concorrente interesse alla acquisizione di una fornitura qualitativamente ottimale), non può che avere ad oggetto tutte le componenti dell’offerta aventi una incidenza significativa sul prezzo di aggiudicazione.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale

Consiglio Stato III, sentenza 4557-2019

This Post Has Been Viewed 70 Times