Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, IV Collegio, sentenza 5 febbraio 2020 n. 4612/19. La conciliazione fra docente e Ministero non è opponibile ai terzi che vantano lo stesso diritto al trasferimento

Leonardo

L’ordine delle preferenze espresse dal docente che partecipa alla procedura nazionale di mobilità interprovinciale, costituisce il criterio di graduazione degli aspiranti alla mobilità ed il punteggio da essi posseduto costituisce un criterio suppletivo che opera all’interno di ogni singolo ambito provinciale. L’assegnazione in ambito territoriale in esito a conciliazione, non pregiudica i diritti del terzo concorrente con punteggio maggiore, perché la conciliazione è un negozio ad effetti circoscritti fra le parti, per sua natura non opponibile ai terzi (art. 1372 cod.civ.) e che, proprio secondo le regole positive della materia, non è titolo spendibile nella procedura di mobilità. Ove la conciliazione sia stata recepita da atti gestionali dell’Ufficio Scolastico periferico, il Giudice Ordinario procede alla disapplicazione degli atti amministrativi illegittimi, se lesivi di posizioni di diritto accertate come esistenti. Secondo gli ordinari criteri di ripartizione dell’onere probatorio, grava sull’amministrazione la dimostrazione di aver esattamente adempiuto gli obblighi di fonte contrattuale dalla stessa assunti rispetto alla gestione della procedura di mobilità, viepiù ove -come nel caso di specie- siano prospettati in modo puntuale i vizi inficianti specifiche operazioni e specifiche posizioni degli aspiranti.

massima di redazione©

 

L’appellante è stato difeso dall’avv. Antonello Sdanganelli.

This Post Has Been Viewed 141 Times