Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, sentenza 31 ottobre 2018 n. 3902

Il meccanismo di assunzione per stabilizzazione previsto dall’art. 1, comma 519, L. 269/06 è condizionato esclusivamente al possesso dei requisiti soggettivi degli aspiranti (essere stati assunti mediante una procedura selettiva di natura concorsuale ed avere una anzianità di servizio di almeno tre anni), senza escludere in alcun modo peculiari categorie di lavoratori a temine. La norma, in deroga rispetto al tendenziale blocco delle assunzioni stabilito dall’art. 1 comma 95, L. n. 311/2004, è volta, infatti, a garantire il diritto di assunzione a tempo indeterminato per una categoria di personale ritenuta meritevole, siccome utilizzata per lungo tempo in modo precario e già selezionata con meccanismi sostanzialmente concorsuali. L’annullamento in autotutela della graduatoria già approvata con d.m. 14.04.2008 del Ministro dell’Ambiente non è in alcun modo giustificato dal tenore dell’art. 1, comma 519, L. n. 296/06, non trovando – come correttamente evidenziato dal Tribunale – il limite individuato nella circolare n. 5/2008 alcun fondamento normativo. D’altra parte, la circolare n. 5/2008, invocata dall’amministrazione appellante a sostegno della propria tesi, riguarda l’interpretazione e l’applicazione della legge finanziaria 2008 e non della legge finanziaria 2007, per come riportato nell’oggetto della stessa; né si comprende a cosa intenda riferirsi quando afferma che “sempre in una logica di lettura complementare delle norme sulla stabilizzazione con l’art. 36 del d.lgs 165/2001, ed in particolare del suo comma 11, sono esclusi dalla predetta procedura i contratti di lavoro subordinato sorti nell’ambito delle attività e dei finanziamenti ivi previsti”, in quanto l’art. 36 D.Lgs n. 165/2001 ha soltanto sei commi.

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Corte Appello Roma sez Lavoro sentenza 3902-2018

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