Corte d’Appello di Torino, I Sezione Civile, sentenza 25 luglio 2019 n. 1281. Opposizione ad ingiunzione fiscale e cognizione sul rapporto obbligatorio sottostante

Simone Martini

L’ingiunzione fiscale, prevista dall’art. 2 r.d. n. 639 del 1910, a seguito della modifica operata dall’art. 130, comma 2, del d.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43 (con l’abrogazione delle disposizioni regolanti la riscossione coattiva dei tributi), ha perduto la funzione di precetto e titolo esecutivo, come tale idonea a consentire l’attivazione del procedimento di riscossione mediante ruolo, costituendo, nell’odierno sistema, un atto amministrativo a carattere impositivo, espressione del potere di autotutela della pubblica amministrazione, con efficacia accertativa della pretesa erariale e  funzione di atto di invito al pagamento diretto a portare a conoscenza del debitore il suo obbligo pecuniario e a consentirgli la tutela dei propri interessi anche in sede giurisdizionale. Il thema decidendum della opposizione all’ingiunzione di pagamento non si esaurisce nella verifica della validità formale del provvedimento impugnato e della sussistenza delle condizioni di ammissibilità, ma si estende necessariamente all’accertamento sul merito della pretesa creditoria fatta valere dalla P.A., avendo ad oggetto non soltanto l’atto amministrativo, ma anche il rapporto giuridico obbligatorio sottostante, e la cognizione del giudice adito non si limita ai vizi di legittimità formale dell’ingiunzione dedotti dall’opponente ma involge comunque, a prescindere da una espressa richiesta in tal senso, l’accertamento sull’esistenza e l’entità del credito.

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Corte Appello Torino I sez civile sentenza 1281-2019

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