Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Piemonte, sentenza 22 aprile 2021 n. 138. L’occultamento doloso del danno erariale deve essere oggetto di puntuale prova da parte del giudice contabile.

Giovan Girolamo Savoldo

In applicazione dell’art. 1, comma 2, Legge n. 20 del 1994, non può derogarsi al principio del decorso della prescrizione dalla conoscibilità obiettiva del danno, in mancanza della prova dell’occultamento doloso del danno che ne avrebbe spostato la decorrenza al momento, anche successivo, della conoscenza effettiva del pregiudizio patito dalla P.A., secondo il modello di diritto comune previsto dall’art.2941, n.8, cod.civ., di sospensione del corso della prescrizione per il debitore che ha dolosamente occultato l’esistenza del debito, finché il dolo non sia stato scoperto. L’occultamento non può coincidere, puramente e semplicemente, con la commissione dolosa del fatto dannoso in questione, ma richiede un’ulteriore condotta, indirizzata ad impedire la conoscenza del fatto ed inclusiva di atti specificamente volti a precludere la scoperta di un danno ancora in fieri oppure a nascondere un danno ormai prodotto. Esso corrisponde ad una situazione diversa ed ulteriore rispetto all’attività di consumazione dell’illecito contabile, consistendo in un quid pluris, che si aggiunge al dolo inteso come elemento strutturale dell’illecito, consistente in un comportamento volto al raggiro, callido, teso con atti commissivi al nascondimento, di cui deve lasciar baluginare l’intenzionalità. In mancanza di tale quid pluris la prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale inizia a decorrere da quando l’amministrazione danneggiata abbia preso, o avrebbe potuto prendere, conoscenza del comportamento dannoso e non già dalla conoscenza che del danno stesso abbia la Procura contabile o  soltanto grazie a specifici accertamenti (riscontri documentali, incrociati e testimoniali) delegati dalla Procura penale alla Guardia di Finanza.

massima di Luca Sdanganelli©

testo integrale

Corte Conti Sez.Giurisd.Piemonte sentenza 138-2021

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