Corte di Cassazione, ordinanza 6 settembre 2021 n. 24052. Fatto notorio, acquisizione tecniche e riduzione dei prezzi di listino d’appalto.

Guercino

Il fatto notorio, da intendersi in senso rigoroso in quanto introduce nel processo civile in deroga al principio dispositivo di cui all’art. 112 cod. proc. civ. e al principio di disponibilità delle prove ex art. 115 cod. proc. civ., prove non fornite dalle parti e relative a fatti dalle stesse non vagliati né controllati, è quel fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile. Restano estranei pertanto a tale nozione le acquisizioni specifiche di natura tecnica, gli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari o richiedono il preventivo accertamento di particolari dati. La riduzione dei prezzi di listino delle lavorazioni del prezziario utilizzato in sede di gare d’appalto di una pubblica amministrazione committente è nozione tecnica comune e partecipata da chi a quelle gare partecipi e che resta estranea, come tale, alla nozione del notorio, il cui rigore interpretativo trova giustificazione proprio nel fatto che, non afferendo ad un settore tecnico definito da regole sue proprie, esso trova legittimazione nell’applicazione in quanto si sia diversamente affermato nelle conoscenze della collettività secondo un grado di univocità e sicura percezione e, quindi, di certezza tale da apparire indubitabile e incontestabile.

massima di redazione

testo integrale

Cass Sez I n. 24052-2021


Vale richiamare un orientamento sul fatto notorio teso a rimarcare non già solo l’effetto, per la parte, di godere dello svincolo dall’onere della prova, ma non anche dall’onere della sua allegazione, sicché ove essa lamenti in sede di legittimità la sua mancata valutazione da parte del giudice del merito, è tenuta, ai sensi degli artt. 366, comma 1, n. 6, e 369, comma 2, n. 4, c.p.c. , a indicare il come e il quando dell’avvenuta sua deduzione in giudizio e la sua decisività (Cassazione civile sez. trib., 4.12.2020, n.27810). In tale prospettiva, il ricorso alle nozioni di comune esperienza (fatto notorio), comportando una deroga al principio dispositivo e al contraddittorio, in quanto introduce nel processo civile prove non fornite dalle parti e relative a fatti dalle stesse non vagliati né controllati, va inteso in senso rigoroso, e cioè come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile e incontestabile. Non si possono di conseguenza reputare rientranti nella nozione di fatti di comune esperienza, intesa quale esperienza di un individuo medio in un dato tempo e in un dato luogo, quegli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari, o anche solo la pratica di determinate situazioni, né quelle nozioni che rientrano nella scienza privata del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non rientra nella categoria del notorio, neppure quando derivi al giudice medesimo dalla pregressa trattazione di analoghe controversie (Cassazione civile sez. III, 26/05/2020, n.9714).

Sotto altro aspetto, in una dimensione tesa a ridurre la forza preclusiva riservata alle acquisizioni specifiche di natura tecnica, gli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari o richiedono il preventivo accertamento di particolari dati, è stato correttamente osservato, in una condizione di emergenza sanitaria, come il rischio epidemiologico, non dipendente soltanto dal valore attuale di replicazione del virus in un territorio circoscritto quale quello regionale, ma anche da altri elementi, quali l’efficienza e capacità di risposta del sistema sanitario regionale, nonché l’incidenza che sulla diffusione del virus producono le misure di contenimento via via adottate o revocate, costituisca fatto notorio (T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. I, 9.5.2020, n.841).

In ordine all’attualissimo dibattito sull’influenza delle tecnologie e dei mezzi informatici di divulgazione della notizia sul tema trattato, è bene rilevare che la connotazione di pubblica notorietà trova, nel Web, uno strumento di accelerazione che non rende, tuttavia, la mera presenza o reperibilità di una informazione idonea ad acquisire il rango di fatto notorio. Occorre sempre l’accertamento del connotato dell’accettazione diffusa e condivisa del fatto documentato (sul punto: GIGLIOTTI, Fatto notorio e informazioni accessibili in rete, in Giust.civ., 2019, 843 ss.).

AS

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