Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza 3 settembre 2021 n. 23887. Risoluzione del rapporto di lavoro per annullamento del concorso, responsabilità datoriale, affidamento nella validità del contratto.

Salvator Rosa

In materia di risoluzione del contratto di lavoro in seguito ad annullamento della procedura concorsuale da cui era scaturita l’assunzione di un Direttore di Unità Operativa complessa in un’azienda sanitaria, al fine di ravvisare la responsabilità ex art. 1338, cod.civ. di quest’ultima, è necessaria, nel contesto della stipulazione del contratto invalido o inefficace, la induzione dolosa o colposa per un contraente e, per l’altro, l’affidamento senza colpa nella validità del contratto. La norma di cui all’art. 1338, c.c., letta in combinato disposto con l’art. 1337, c.c., da un lato, tutela la libertà negoziale delle parti nella fase antecedente la stipulazione del contratto, dall’altro, esige che le stesse tengano un comportamento improntato alla correttezza e alla buona fede, che si concretizza anche nel dovere di cooperazione e di informazione reciproca tra le parti. Il concorso di colpa del presunto danneggiato, che negligentemente abbia ignorato una causa di invalidità del contratto, esclude automaticamente la responsabilità di cui all’art. 1338 c.c. in capo al danneggiante. In tal caso, viene meno il legittimo affidamento maturato nella validità del contratto concluso, riconoscibile e tutelabile soltanto nella misura in cui non derivi da un atteggiamento colpevole del soggetto che lo invoca.

massima e commento di Luca Sdanganelli


L’ordinaria diligenza che, nella vicenda esaminata dalla Suprema Corte, incombeva sul contraente privato non si identificava nella piena conoscenza delle problematiche giuridiche sottese all’error iuris della Pubblica Amministrazione, in particolare delle cause di nullità in senso tecnico del contratto, ma quella consistente in un dovere di informazione sulla regolarità della procedura concorsuale che aveva avuto certamente un palese andamento anomalo, rispetto alla fisiologia del sistema.

Il legittimo affidamento maturato nella validità del contratto concluso può essere riconosciuto e tutelato soltanto nella misura in cui non derivi da un atteggiamento colpevole del soggetto che lo invoca. Nel diritto romano tale principio viene sintetizzato dal “caveat emptor”, che indica l’atteggiamento diligente del compratore, o in generale di chi conclude un contratto, quando debba attivarsi per valutare eventuali cause di invalidità del contratto, tramite l’ordinaria diligenza.

Il requisito dell’ordinaria diligenza può essere inteso, infatti, oltre che quale fonte di integrazione del contenuto dell’obbligazione (cd. diligenza-dovere, con funzione determinativa), anche come parametro del giudizio di responsabilità (cd. diligenza-criterio, con funzione di controllo): ciascun contraente deve in primo luogo far riferimento alle sue normali capacità di acquisire informazioni, e non adagiarsi nella speranza di venire puntualmente istruito dall’altro contraente.

L’art.1338 c.c. enuncia un dovere di solidarietà, fondato sull’art. 2 cost., che, operando come un criterio di reciprocità, esplica la sua rilevanza nell’imporre a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge, sicché dalla violazione di tale regola di comportamento può discendere, anche di per sé, un danno risarcibile. (Cassazione civile sez. III, 10/11/2010, n.22819)

In tale prospettiva, il contraente non può invocare la responsabilità ex art. 1338 c.c. tutte le volte in cui l’invalidità del contratto derivi dalla violazione di norme imperative, delle quali può presumersi la conoscenza e la cui ignoranza avrebbe potuto essere superata attraverso l’uso della normale diligenza

La giurisprudenza è chiara sul punto: non può configurarsi responsabilità per colpa in contrahendo nei casi in cui la causa di invalidità del negozio, nota a uno dei contraenti, e da questi taciuta, derivi da una norma di legge che per presunzione assoluta deve essere nota alla generalità dei cittadini (Cassazione civile sez. III, 08/07/2010, n.16149). In altri termini, qualora l’invalidità negoziale derivi da norme tali da poter essere conosciute, cioè norme imperative, non si configura colpa contrattuale a carico dell’altro contraente (Cassazione civile sez. III, 18/05/2016, n.10156).  La presunzione di conoscenza della legge è un principio ben rappresentato dal brocardo Ignorantia legis non excusat, secondo il quale nessuno può addurre a propria scusa l’ignoranza o l’errore che ricade su una norma che si assume sia stata da egli violata. Si tratta, infatti di una presunzione assoluta, che non ammette la prova della mancata conoscenza della legge.

In tema di pubblico impiego privatizzato, come nel caso di specie, la responsabilità della pubblica amministrazione è esclusa laddove la nullità del contratto di impiego dipenda dalla violazione di norme imperative concernenti i requisiti di validità delle assunzioni, che si presumano conosciute dalla generalità dei cittadini, purché le circostanze di fatto dalle quali dipende l’invalidità dell’assunzione fossero conosciute o conoscibili mediante l’uso della normale diligenza. L’ordinaria diligenza che, in questo caso, incombeva sul contraente privato non era quella di conoscere le problematiche giuridiche sottese all’error iuris della Pubblica Amministrazione, in particolare delle cause di nullità in senso tecnico del contratto, ma quella consistente in un dovere di informazione sulla regolarità della procedura concorsuale che aveva avuto un palese andamento anomalo, rispetto alla fisiologia del sistema, nella disposta riapertura dei termini.

Un’eccezione a questo principio sono i casi in cui una parte si trovi oggettivamente impossibilitata a procurarsi da sola le informazioni rilevanti, tenuto conto dei costi che questo comporterebbe, o del tempo necessario. Un’impossibilità quindi in senso economico, cioè impraticabilità tenendo conto dell’economia complessiva e degli interessi contrapposti. Ne consegue pertanto che in termini generali, si è tenuti a rivelare solo quelle informazioni che la controparte non avrebbe potuto procurarsi con l’ordinaria diligenza. E’ il caso delle vendite immobiliari, nelle quali per gli acquirenti l’onere di diligente informazione diventa di difficile adempimento, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza delle normative urbanistiche. In quei casi infatti, sarebbe più corretto considerare risarcibile il danno derivante da responsabilità contrattuale del contraente “forte”, cioè quello che ha accesso più facilmente alle informazioni necessarie per una completa conoscenza del contratto, per una maggiore tutela del contraente “debole”. In una prospettiva diversa, sarebbe configurabile un dovere di informazione ogni qualvolta si tratti di informazioni le quali avrebbero altrimenti, con un giudizio probabilistico, indotto ad una diversa conformazione del contenuto del contratto. (Cassazione Civile, sez. II, 29/05/1998 n.5297; Cassazione Civile, sez. II, 26/04/2012, n. 6526)

A fronte, pertanto, di una procedura non lineare nel suo espletamento, i cui dubbi di regolarità erano conosciuti da entrambi i contraenti, l’accertamento che si sarebbe dovuto svolgere, in ordine alla condotta dei contraenti, era quello di verificare se la sottoscrizione del contratto fosse avvenuta nella consapevolezza di un possibile annullamento del concorso e nella conseguente eventuale accettazione del rischio da parte del contraente privato, sul fatto che la delibera la quale lo aveva individuato quale destinatario della nomina, potesse essere revocata. Secondo la Corte, il parametro cui bisognava avere riguardo, per valutare la ordinaria diligenza, non era quello tecnico-giuridico dell’interpretazione della norma e dei precetti ivi contenuti, ma quello comportamentale rispetto alle circostanze di fatto da cui desumere la invalidità del contratto stipulato in contrasto con norme imperative.

Cass Lavoro sentenza 23887-2021 (1)

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