Corte di Cassazione, Sezione Seconda Civile, sentenza 26 gennaio 2021 n. 1611. Opere del terzo su immobile pubblico, ingiustificato arricchimento e diritto all’indennizzo.

Élisabeth Vigée Le Brun

La disciplina dettata dall’art. 936 c.c., in materia di opere fatte da un terzo con materiali propri in un fabbricato appartenente al patrimonio della Regione, può trovare applicazione soltanto quando l’autore delle opere non sia legato al proprietario del suolo da un rapporto giuridico che detti una specifica disciplina delle opere ivi realizzate. E’ necessario che l’autore delle opere sia realmente terzo, ossia non abbia con il proprietario del fondo alcun rapporto giuridico di natura reale o personale che gli attribuisca la facoltà di costruire sul suolo ovvero da un rapporto che alla realizzazione dell’opera conferisca una specifica disciplina. Resta escluso che possa essere considerato terzo ai fini della norma in esame tanto colui che abbia eseguito l’opera in base ad un contratto concluso con il proprietario dell’immobile quanto colui che già si trovi ad essere parte di un rapporto con il proprietario dell’immobile (dipendente della Regione che aveva ricevuto l’assegnazione dell’immobile, in comodato quale alloggio di servizio). L’azione di ingiustificato arricchimento nei confronti della pubblica amministrazione presuppone non solo il fatto materiale della esecuzione dell’opera o della prestazione vantaggiosa per l’ente pubblico, ma anche il riconoscimento, da parte di questo, della utilità della predetta opera o prestazione. Tale riconoscimento, peraltro, può essere esplicito e formale e consistere in una dichiarazione di scienza, espressamente ricognitiva della utilità della prestazione acquisita, secondo un rapporto di adeguatezza e coerenza tra utilità riconosciuta e pubblica finalità, ovvero implicito e consistere in una concreta utilizzazione della cosa o prestazione secondo una destinazione oggettivamente rilevabile ed equivalente, nel risultato, a un esplicito riconoscimento di utilità. Il giudizio sull’utilità, però, è riservato esclusivamente alla pubblica amministrazione e non può essere effettuato dal giudice il quale può solo accertare se ed in che misura l’opera o la prestazione siano state effettivamente utilizzate.

massima di Luca Sdanganelli

testo integrale

Cass. II sentenza 26.1.2021 n. 1611

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