Tribunale di Trieste, I Sezione Civile, sentenza 23 maggio 2017 n.357

In materia di appalto pubblico di lavori, le deficienze od errori del progetto esecutivo devono esser rilevate dalla società appaltatrice, con la diligenza media esigibile da parte di un imprenditore interessato a quel tipo di appalto, in sede di accesso ai luoghi di esecuzione dei lavori nella fase di procedura di gara o alla dprogetto esecutivoata di sottoscrizione del contratto. Ove le difformità ed errori del progetto esecutivo siano conoscibili già durante la procedura della gara d’appalto l’operatore aggiudicatario, nel determinare il prezzo da offrire in ribasso rispetto a quello base d’asta per aggiudicarsi il contratto d’appalto, deve ragionevolmente prevedere quanto quelli avrebbero inciso sulla tempistica di esecuzione dei lavori oggetto del contratto e sugli eventuali maggiori costi che avrebbe dovuto sostenere a causa della loro presenza. In conformità al principio di buona fede di cui agli artt. 1337, 1366 e 1375 del c.c. a cui deve ispirarsi il comportamento delle parti di un contratto tanto nella fase delle trattative che ne precede la conclusione, quanto in quella dell’interpretazione e dell’esecuzione, è onere della società appaltatrice segnalare quei vizi e quelle difformità non oltre la data di consegna dei lavori.

massima della redazione ©

testo integrale Continua a leggere

Tribunale di Roma, Seconda Sezione Civile, sentenza 12 aprile 2017 n. 7312

La responsabilità precontrattuale di cui all’art. 1337, c.c., oltre all’ipotesi di formale interruzione delle trattative e manifestazione di una volontà negativa alla conclusione del contratto, sorge allorquando l’originario assetto di interessi risulti talmente mutato da rivelarsi nettamente più svantaggioso per una delle parti, sempre che ciò dipenda da un comportamento sleale e scorretto della controparte. Nelle trattative contrattuali avente ad oggetto la locazione di un  edificio che il privato si è obbligato a realizzare per adibirlo ad uffici pubblici, la pubblica amministrazione – futura locatrice – è tenuta a non abusare della propria libertà negoziale e ad osservare un comportamento leale e diligente, nel rispetto degli obblighi di protezione e informazione nei confronti dei privati destinatari della sua iniziativa, assolvendo con correttezza ai relativi oneri informativi che gravano sulla stessa.trattative interrotte Pur con i dovuti adattamenti rispetto alla generale disciplina civilistica, la qualità di soggetto pubblico non è sufficiente di per sé ad escludere l’operatività del principio di buona fede né a ritenere sussistente in re ipsa la giusta causa che legittima il recesso dalle trattative, dovendosi valutare, caso per caso, le circostanze concrete e le ragioni di interesse pubblico che l’hanno determinato e le modalità con cui ha agito la pubblica amministrazione. Il risarcimento da responsabilità precontrattuale deve comprendere, ex art.1223, c.c., sia la perdita subita che il mancato guadagno, purché in relazione immediata e diretta con la lesione dell’affidamento, e non del contratto giammai stipulato, giacchè, mancando la lesione di diritti che dallo stesso sarebbero nati, non può essere dovuto un risarcimento equivalente a quello conseguente all’inadempimento contrattuale, per cui resta in ogni caso escluso quanto sarebbe stato dovuto in forza del contratto non concluso.

massima di Gloria Sdanganelli ©

testo integrale Continua a leggere