Tribunale di Verona, Sezione Lavoro, sentenza 24 gennaio 2018 n.31

Il dirigente medico in servizio di ruolo da almeno cinque anni presso l’azienda sanitaria, dopo aver ottenuto la valutazione positiva dal Collegio Tecnico Aziendale disciplinata dall’art. 28, comma 2, CCNL 3.11.2005 Dirigenza Area IV, è titolare del diritto di conseguire l’incarico dirigenziale di natura professionale di alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca, ispettive, di verifica e di controllo o di direzione di struttura semplicesanità dirigenti previsto dall’art. 15 del D. Lgs. n. 502 del 1992, con il riconoscimento del corrispondente trattamento economico. I predetti incarichi, individuati dall’Amministrazione alla luce della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e delle attitudini e capacità professionali del singolo dirigente, attengono al contenuto minimo della figura di dirigente sanitario e non già ad una mera e semplice progressione di carriera, quanto piuttosto al conseguimento di una funzione diversa.

massima di redazione ©

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Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Calabria, sentenza 27 dicembre 2016 n.344.

Il Direttore Generale ed il responsabile del servizio legale sono responsabili del danno erariale procurato all’azienda sanitaria per aver proceduto, in violazione dei principi di corretta ed economica gestione delle risorse e quindi in violazione dell’art. 1 della l. 241/1990 e dell’art. 3, comma 6, d.lgs 502/1992, al conferimento di numerosi incarichi ad un avvocato senza aver stipulato con esso una convenzione che avrebbe consentito un notevole risparmio a parità di prestazioni.L’efficacia e l’efficienza non sono più configurabili come parametri tecnico-amministrativi cui l’Amministrazione deve informare la propria azione amministrativa, bensì un requisito giuridico la cui violazione determina un’azione illegittima. imagesIncombe  sul Direttore generale dell’azienda sanitaria lo specifico obbligo imposto dall’art. 3 del  d.lgs 502/1992 a cagione del quale al medesimo sono attribuiti tutti i poteri di gestione dell’azienda sanitaria, e, in particolare, spetta il compito “di verificare ………mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati, la corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate nonchè l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa”.Il contratto di conferimento di incarico legale, finalizzato esclusivamente alla difesa tecnica dell’ente in giudizio, rientra nel contratto di prestazione d’opera intellettuale disciplinato dall’art. 2230 c.c., e, in quanto tale è escluso dal novero dei servizi contemplati dalla direttiva 2014/24/UE (25° considerando) e non soggiace alla normativa dell’evidenza pubblica, stante la natura strettamente fiduciaria della prestazione che non è compatibile con una procedura concorsuale e/o comparativa per la scelta del difensore.

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T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez.II, sentenza 11.12.2015 n.1873. Lo scorrimento di una graduatoria efficace approvata da un’Azienda sanitaria prevale su ogni altra forma selettiva del personale sanitario e si estende a tutte le aziende del territorio regionale.

Nei confronti della scelta della pubblica amministrazione di non scorrere una graduatoria ancora efficace, ma di indire una diversa procedura di reclutamento, la posizione giuridica del soggetto aspirante allo scorrimento assume la configurazione dell’interesse legittimo, la cui tutela spetta alla cognizione di legittimità del giudice amministrativo.aslIl potere di revocare in autotutela una procedura di reclutamento a tempo indeterminato (nella specie: lo scorrimento da una graduatoria vigente) e di dare corso ad un’altra forma di reclutamento (nella specie: la mobilità esterna), deve avvenire nel rispetto del principio di buona fede e correttezza e della tutela dell’affidamento ingenerato, cui corrisponde l’obbligo di fornire un’adeguata motivazione in ordine alle circostanze che giustificano il provvedimento in autotutela.

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Corte dei Conti, Terza Sezione Centrale d’Appello, sentenza 28.8.2015, n.432. L’incarico di consulenza continuativa ad un avvocato esterno provoca danno erariale se l’Ente ha un ufficio legale.

Il ricorso dell’Azienda Sanitaria alla consulenza continuativa ed istituzionalizzata di un avvocato esterno priva dei requisiti di legge, sebbene l’ente disponesse di un apposito ufficio legale, è il segno della trascuratezza degli interessi finanziari dell’Ente ed è fonte di grave responsabilità erariale, a nulla rilevando la dedotta insindacabilità della scelta discrezionale operata intuitu personae.azienda sanitaria In assenza dei presupposti legittimanti l’incarico e sull’antigiuridicità del conferimento, la questione esula del tutto dalla problematica della discrezionalità amministrativa, perché si tratta di incarichi conferiti in contrasto con parametri di legge e non essendo, quindi, neppure in discussione la ragionevolezza o meno dei mezzi impiegati in relazione agli obiettivi perseguiti.

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Corte dei Conti, sez. Giurisdizionale Calabria, sentenza 20.7.2015 n.153. Nella transazione stipulata fra Azienda sanitaria e paziente, il riconoscimento del danno non vincola il giudice contabile.

In seguito ad una transazione in cui l’Azienda Sanitaria ha riconosciuto il danno patito dal paziente sottoposta ad intervento chirurgico, è compito del giudice contabile, di fronte alla domanda del Procuratore regionale – volta ad ottenere dal medico, estraneo alla transazione,  la restituzione di quanto pagato dall’azienda sanitaria a titolo di danno conseguente a colpa medica – valutare se le condotte del medico imperite, imprudenti, non conformi alle linee guida siano da porre in diretta ed esclusiva relazione col fatto di danno poi risarcito dall’azienda sanitaria, posto che la relazione tra danno erariale e colpa medica risiede nel fatto che senza la seconda non vi sarebbe stato un esborso. medicoCon la conclusione che, se oltre alle condotte del sanitario convenuto nel giudizio erariale, il fatto dannoso risarcito nella fase transattiva è riconducibile anche a diverse cause, esterne (concause) e queste o non vengono valutate dall’attore o rimangono estranee al giudizio, non può concludersi per una dimostrazione del nesso di causalità e quindi per l’accoglimento della domanda.

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Corte Dei Conti, Sezione Giurisdizionale della Basilicata, sentenza 6.7.2015 n. 42. I membri di una commissione istruttoria rispondono di danno erariale per l’acquisto inutile di strumentazione medica da parte dell’azienda sanitaria

Rispondono del danno erariale procurato alla Regione il funzionario di area ed i membri di una commissione la cui attività istruttoria ha indotto l’ente all’acquisto di strumentazione sanitaria, ecotomografi portatili, al di fuori di qualsiasi logica programmatoria e della loro concreta utilizzabilità, dapprima finalizzati alla utilizzazione delle ambulanze per rendere un migliore servizio alle popolazioni rurali, giammai adoperati.ecotomografi La mancata previsione di corsi di formazione, di coinvolgimento nell’operazione e di responsabilizzazione del personale medico destinato alla utilizzazione degli apparecchi mobili, è il segno di un acquisto frettoloso ed avulso dai criteri di economicità e di efficacia della spesa pubblica che ha privato il servizio di medicina clinico-diagnostica sul territorio dell’impiego dei costosi macchinari acquistati.

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