Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater, ordinanza 14 settembre 2017 n. 4671

L’esclusione dal concorso pubblico per l’assunzione nelle forze di polizia, per il mancato raggiungimento dell’altezza minima prevista dal bando, è illegittima per contrasto con l’art. 1, comma 2, l.12.1.2015 n.2 ed art.4, comma 2, D.P.R. n.207/2015 in correlazione con l’art.3 Cost , per manifesta discriminatorietà della prescrizione che implica la necessità di una interpretazione e di un’applicazione altezza minimacostituzionalmente conforme del quadro normativo, da considerare immediatamente operativo e non differibile. La sopravvenuta invalidità della disposizione del bando regolatrice dei limiti di altezza – da trattare con la misura dell’annullamento giudiziale – genera effetti caducanti sull’impugnato provvedimento di inidoneità fisica ed esclusione dal concorso, per la rilevata disarmonia rispetto al precetto costituzionale di non discriminazione in base alle caratteristiche fisiche, ove la stessa non possa essere giustificata da specialissime ragioni – non contemplate nell’atto impugnato –  e rispetto al principio cogente imposto dalla norma superveniens. In accoglimento dell’istanza cautelare si ordina l’ammissione con riserva della ricorrente nel concorso.

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 9 gennaio 2017 n.30

I principi eurounitari di tutela dell’affidamento e di non discriminazione impongono alle Amministrazioni appaltanti di definire e di rendere pubbliche, in anticipo e con chiarezza, le condizioni sostanziali e procedurali relative alla partecipazione ad un appalto, affinché gli offerenti possano conoscere esattamente i vincoli obbligatori derivanti dalla lex specialis ed essere assicurati del fatto che il rispetto dei medesimi si impone a tutti concorrenti. soccorso-istruttorioÈ perciò illegittima, siccome in violazione della normativa comunitaria e dell’obbligo di esercitare i poteri di soccorso istruttorio di cui all’art. 83 del d.lgs 50/2016, la decisione dell’Amministrazione appaltante di escludere, senza aver prima invitato a regolarizzarne l’offerta, l’impresa inadempiente rispetto ad obblighi procedurali, quali la mancata indicazione nella propria offerta economica degli oneri di sicurezza aziendale, non predeterminati negli atti di gara.

massima redatta da Gloria Sdanganelli ©

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 28 ottobre 2016 n.4553. In un appalto integrato di progettazione e lavori, le relazioni specialistiche, ivi compresa la relazione geologica, devono essere elaborate a cura dei concorrenti in sede di offerta tecnica, a pena di esclusione, se l’obbligo specifico sia imposto dal bando.

Gli operatori concorrenti ad una procedura di affidamento di un appalto integrato di progettazione e lavori devono allegare al progetto esecutivo presentato in sede di gara la relazione geologica se contenente integrazioni o modifiche alla corrispondente relazione facente parte del progetto definitivo posto a base di gara. Ragioni riconducibili alla osservanza del principio di certezza e sicurezza giuridica di derivazione sovranazionale impongono che,geologo in caso di modifiche o integrazioni di tale rilievo, l’esclusione dalla gara può essere giustificata non già dall’integrazione della lex specialis ad opera di quella regolamentare contenuta nell’art.35, d.P.R. n. 207 del 2010 e relativa ai livelli di progettazione in materia di appalti pubblici di lavori, ma per la carenza di un elemento essenziale dell’offerta. L’individuazione di requisiti di partecipazione alla gara deve essere svolta sulla base di previsioni contenute nel bando, e non all’esito di indagini di ordine sostanziale sui contenuti delle prestazioni oggetto del contratto d’appalto con esiti contrastanti con i principi europei di certezza.

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Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 16 settembre 2016 n. 3898. E’illegittima la clausola del bando che richiede il possesso della capacità economica e tecnica per lo svolgimento del servizio di vigilanza, laddove il bando abbia per oggetto il servizio di vigilanza e quello di portierato.

Ove il bando di gara abbia ad oggetto due diversi servizi, attività di vigilanza – volta alla salvaguardia di beni affidati alle proprie cure è finalizzata, sebbene in via mediata, a contribuire alla preservazione dell’ordine e della sicurezza pubblica, fatto che, tra l’altro, giustifica la subordinazione dell’espletamento dell’attività al possesso di una autorizzazione governativa prefettizia ad hoc –  e servizio di portierato – diretto alla garanzia dell’ordinato utilizzo di un immobile da parte dei fruitori dello stesso,
simpson-vigilanza ed alla sorveglianza e protezione degli immobili e dei beni in essi presenti- ritenere che tutti i concorrenti dovessero detenere i requisiti comprovanti la propria capacità economica e tecnica per l’espletamento di uno solo – per quanto nettamente maggioritario in termini di incidenza economica sull’importo generale del contratto rispetto al secondo – dei due citati servizi, appare clausola eccessivamente restrittiva del principio – di matrice europea – di più ampia partecipazione alla gara. E’ violativa dell’art. 42 Codice Appalti (d.lgs.163/2006) e dell’ultimo periodo del comma 1 bis dell’art. 46 del medesimo Codice, con conseguente illegittimità anche del provvedimento di esclusione la norma del bando che richieda il rispetto di parametri tecnico-professionali attinenti a uno solo dei due servizi posti a bando anche a chi avesse dichiarato di assumere l’incarico di svolgere esclusivamente l’altro  (nella fattispecie, quello di portierato), non potendosi ritenere lo stesso legittimamente tenuto al rispetto dei parametri tecnico-professionali attinenti all’attività dalla stessa non esercitata.

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Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 7 luglio 2016 n.3014. Nelle procedure ad evidenza pubblica il falso innocuo non è rilevante se non come mancanza di diligenza nell’osservanza del bando.

Nelle procedure di evidenza pubblica il c.d. falso innocuo – quindi, una concreta manifestazione di un “reato impossibile “ per inesistenza dell’oggetto od inidoneità dell’azione ex art. 49 comma 2 cp – è istituto insussistente atteso che, la completezza delle dichiarazioni è già di per sé un valore da perseguire perché consente, anche in ossequio al principio di buon andamento dell’amministrazione e di proporzionalità, la celere decisione in ordine all’ammissione dell’operatore economico alla selezione; gara documentipertanto, una dichiarazione che è inaffidabile perché, al di là dell’elemento soggettivo sottostante, è falsa o incompleta, deve ritenersi già di per sé stessa lesiva degli interessi considerati dalla norma, a prescindere dal fatto che l’impresa meriti sostanzialmente di partecipare. L’intero sistema della disciplina delle procedure di evidenza pubblica poggia sulla presentazione, da parte delle imprese concorrenti, di dichiarazioni sostitutive che le vincolano in base all’elementare principio dell’autoresponsabilità e che devono essere rese con diligenza e veridicità. La falsa o errata dichiarazione, pur in carenza di intenzionalità o offensività penale, si traduce in assenza di diligenza a fronte delle prescrizioni del bando la cui inosservanza può generare l’effetto di incidere sulla par condicio dei concorrenti.

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 17 giugno 2016 n. 2684. Se l’offerta economica è incompleta non è possibile invocare il soccorso istruttorio.

Negli appalti pubblici, vige il divieto per l’Amministrazione, sia a seguito di dichiarazioni correttive del partecipante, sia in conseguenza della sua attività interpretativa volta a riscontrare la reale volontà dell’offerente, di sottoporre l’offerta ad operazioni manipolative e di adattamento non previste nella lex specialis della procedura, restando altrimenti violata la par condicio dei concorrenti e l’affidamento da essi riposto nelle regole di gara per modulare la rispettiva offerta, nonché il principio di buon andamento, speditezza e trasparenza dell’azione amministrativa, in quanto la procedura ne risulterebbe caratterizzata da incertezze e rallentamenti, con conseguente incidenza sulla sostanza e non solo sulla forma.appalto partecipzione In sede di valutazione dell’offerta economica, non è ipotizzabile la richiesta di chiarimenti da parte della stazione appaltante perché, a mente dell’art. 46, comma 1, del d. lgs. n. 163 del 2006, è possibile attivare il rimedio del c.d. soccorso istruttorio per completare dichiarazioni o documenti già presentati (senza però introdurre documenti nuovi) solo in relazione ai requisiti soggettivi di partecipazione dell’impresa, mentre quel rimedio non può invece essere utilizzato per supplire a carenze dell’offerta o a radicali omissioni dichiarative; sicché non può essere consentita al concorrente negligente la possibilità di completare l’offerta successivamente al termine finale stabilito dal bando, salva la rettifica di semplici errori materiali o di refusi, pena la violazione del principio di par condicio tra i partecipanti alla gara.

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