Tribunale di Venezia, Sezione Lavoro, sentenza 26 luglio 2016 n. 493

Non è meritevole di tutela la pretesa del dipendente appartenente al Corpo di Polizia Municipale, di essere esentato dalla dotazione dell’arma poiché l’esercizio dei servizi esterni di vigilanza, protezione della casa comunale, vigilanza e protezione all’armeria del Corpo, notturni e di pronto intervento, connaturati alla qualità di agente di pubblica sicurezza, vigili urbanideve essere svolto da personale armato. Il regolamento comunale può estendere l’assegnazione a tutto il personale appartenente al Corpo di Polizia Municipale della dotazione di un’arma in via continuativa, disponendo che tutti i servizi effettuati dal personale della Polizia Municipale siano svolti da personale armato, ad eccezione degli appartenenti alla categoria di obiettore ai sensi della l. n. 772/1972.

massima di redazione

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Corte dei Conti, Terza Sezione Centrale d’Appello, sentenza 28.8.2015, n.432. L’incarico di consulenza continuativa ad un avvocato esterno provoca danno erariale se l’Ente ha un ufficio legale.

Il ricorso dell’Azienda Sanitaria alla consulenza continuativa ed istituzionalizzata di un avvocato esterno priva dei requisiti di legge, sebbene l’ente disponesse di un apposito ufficio legale, è il segno della trascuratezza degli interessi finanziari dell’Ente ed è fonte di grave responsabilità erariale, a nulla rilevando la dedotta insindacabilità della scelta discrezionale operata intuitu personae.azienda sanitaria In assenza dei presupposti legittimanti l’incarico e sull’antigiuridicità del conferimento, la questione esula del tutto dalla problematica della discrezionalità amministrativa, perché si tratta di incarichi conferiti in contrasto con parametri di legge e non essendo, quindi, neppure in discussione la ragionevolezza o meno dei mezzi impiegati in relazione agli obiettivi perseguiti.

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Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Sardegna, sentenza 15.5.2015, n.88. In un ente strumentale comunale gli amministratori rispondono di danno erariale per le convenzioni di collaborazione stipulate contra legem

enti strumentaliL’ Istituzione costituita secondo il disposto dell’art. 114 del T.U.E.L. (d. l.vo 18 agosto 2000, n. 267) è organismo strumentale dell’ente locale per l’esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale, nella quale l’ente locale conferisce il capitale di dotazione, determina le finalità e gli indirizzi, approva gli atti fondamentali, esercita la vigilanza, verifica i risultati della gestione, provvede alla copertura degli eventuali costi sociali  Dalla normativa richiamata deve trarsi la conclusione che le istituzioni degli enti locali siano amministrazioni pubbliche ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, comma 2 del d. l.vo 30 marzo 2001, n. 165, dovendo le stesse essere considerate articolazioni interne dell’ente locale. Gli amministratori ed i dirigenti di un’Istituzione rispondono dei danni erariali provocati all’ente locale per aver proceduto (o tollerato che si procedesse) – in contrasto con norme di legge o regolamentari ed a fronte di esigenze non temporanee ed eccezionali – alla stipulazione di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o l’utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati, per lo svolgimento di funzioni ordinarie.

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