Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 15 dicembre 2017 n. 5908

Nell’ipotesi di impugnazione di titoli edilizi, la sussistenza del requisito della mera vicinitas non costituisce elemento sufficiente a comprovare la legittimazione a ricorrere e l’interesse al ricorso, occorrendo invece la positiva dimostrazione di un danno che attingerebbe la posizione di colui il quale insorge giudizialmente. Il criterio della vicinitas vicinatose è idoneo a definire la sussistenza di una posizione giuridica qualificata e differenziata in astratto configurabile come interesse legittimo, tuttavia non esaurisce le condizioni necessarie cui è subordinata la legittimazione al ricorso, dovendosi da parte di chi ricorre fornire invece la prova del concreto pregiudizio patito e patiendo (sia esso di carattere patrimoniale o di deterioramento delle condizioni di vita o di peggioramento dei caratteri urbanistici che connotano l’area) a cagione dell’intervento edificatorio. Il sistema così disegnato è armonico rispetto alla disciplina disegnata anche dal codice civile e dalle leggi speciali succedutesi: a ben guardare, il vicino vede protetta la propria sfera giuridica attraverso la inderogabile disciplina dettata in materia di distanze; ma laddove ipotizzi in suo danno un pregiudizio discendente da altre violazioni ha il dovere di dedurlo e provarlo.

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Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Campania, sentenza 5 dicembre 2017 n. 424

Benchè non possa escludersi del tutto la possibilità di concessione a terzi, in uso gratuito, di beni immobili facenti parte del patrimonio disponibile dell’ente locale, ammettendola in casi in cui risulti adeguatamente dimostrata la finalità pubblicistica e l’utilità sociale della decisione assunta, tuttavia è indispensabile la preventiva ponderazione di tutti gli aspetti coinvolti, anche economici, al fine di evitare che, con la giustificazione di perseguire interessi pubblici, isola ecologicasi finisca con il favorire interessi privati. Rispondono di danno erariale i funzionari che abbiano consentito il comodato gratuito di un’area comunale per adibirla ad isola ecologica, prima del ricevimento del quadro economico delle entrate e delle spese previste dalla società per la gestione dell’area attrezzata e, quindi, senza alcuna valutazione in ordine alla quantificazione delle spese invocate per compensare il mancato versamento del canone di locazione. Il comodato di un bene di proprietà pubblica, costituendo una deroga al principio generale della redditività del patrimonio pubblico, deve costituire uno strumento per perseguire esclusivamente interessi pubblici che, al contrario, sono disattesi ove si riscontri il mancato versamento di un canone di locazione a fronte di spese – sostenute dal privato –  che non risultano adeguatamente documentate e valutate e di non irrilevanti introiti percepiti dal soggetto privato (e non dal Comune) per effetto della differenziazione dei rifiuti. L’affidamento diretto del servizio di gestione dell’isola ecologica in assenza dei presupposti richiesti dagli allora vigenti articoli 57 (procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara) e 125 (affidamento di servizi in economia) del D.Lgs. n.163/2006 e senza alcuna procedura comparativa che avrebbe potuto consentire all’Amministrazione di conseguire condizioni più favorevoli è fonte di responsabilità erariale.

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 16 febbraio 2017 n. 700

L’amministrazione che solleva la non annullabilità, ai sensi dell’art.21-octies, comma 2, l. n.241/1990, del provvedimento impugnato ritenuto viziato da violazioni formali,procedimento amm ha l’onere di dimostrare a sostegno della sua tesi che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato, se anche avesse comunicato l’avvio del procedimento.

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