Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, sentenza 7 febbraio 2018 n. 499

In materia di riconoscimento delle differenze retributive derivanti dall’espletamento di funzioni dirigenziali di fatto, non spettano al dipendente comunale le indennità di posizione nella parte variabile e di risultato, trattandosi di emolumenti indefettibilmente legati al raggiungimento di obiettivi e valutazioni del risultato demandati alla mansioni superioridiscrezionalità datoriale. In tal senso, non possono utilizzarsi parametri normativi o costituzionali di riferimento quantitativo e la relativa quantificazione (o il suo accrescimento nel tempo) non può che restare riservata alla discrezionalità datoriale o al più alla fonte contrattuale, senza possibilità di alcun intervento di determinazione giudiziale. Detta discrezionalità è giustificata dalla ratio del trattamento economico accessorio, finalizzato non già alla corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennità incentivanti o premiali al personale, bensì alla valorizzazione tanto di posizioni di concreta responsabilità (con relativa graduazione anch’essa spettante alla discrezionalità amministrativa) quanto dei risultati effettivamente conseguiti a livello collettivo o individuale.

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Corte dei Conti, Seconda Sezione Centrale d’Appello, sentenza 10.6.2015 n. 314. L’immunità prevista dall’art.122, comma 4, Costituzione, non si applica ai consiglieri regionali responsabili di danno erariale.

 

Può configurarsi la responsabilità dei componenti dell’organo politico qualora esso abbia deliberato nell’ambito di un’attribuzione propria o comunque ingerendosi direttamente in attività gestorie. Ai consiglieri regionale membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale che ha disposto l’inquadramento illegittimo di un dipendente nei ruoli dirigenziali, non opera l’immunità prevista dall’art. 122, 4° comma Cost. secondo i principi stabiliti dalle sentenze della Corte Costituzionale nn. 289/1997 e 392/1999, in quanto essa si estende agli atti riconducibili alla sfera di autonomia propria dei consigli regionali connesse strettamente all’esplicazione del mandato rappresentativo, che si vuole preservare dalla interferenza di altri organi.consiglio regionale I consiglieri regionali sono comunque soggetti alla responsabilità amministrativa e contabile per il danno cagionato alle finanze regionali, in quanto l’autonomia organizzativa e contabile dei Consigli regionali non può implicare di per sé che l’amministrazione consiliare sfugga alla disciplina generale, prevista dalle leggi dello Stato. In una accezione prettamente giuscontabilistica il dolo eventuale è accettazione del rischio del previsto verificarsi dell’illecito pregiudizio alle casse della Regione, come si desume dalla superficialità con cui si pervenne all’adozione dei provvedimenti de quibus, caratterizzati da abnorme illegittimità.

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