Tribunale di Roma, I Sezione Lavoro, sentenza 19 febbraio 2018 n. 1266

L’art. 1 comma 519 l. 296/2006 riconosce alla P.A.  il potere di valutare, secondo canoni di discrezionalità amministrativa, la necessità o meno di procedere alla stabilizzazione, ma, una volta che detta scelta sia stata adottata mediante l’attivazione della procedura con l’emanazione del relativo avviso pubblico, essa, al pari di un datore di lavoro privato, ha l’obbligo di adempiere l’impegno assunto.stabilizzazione Il dipendente pubblico assunto a termine mediante procedura selettiva, in possesso del triennio di servizio e del titolo di studio per l’accesso all’esterno nelle singole qualifiche previsto dai vari sistemi di classificazione, ha il diritto di essere assunto in ruolo mediante stabilizzazione, con l’assegnazione del posto in organico corrispondente alla qualifica da assumere, risultante dalla dotazione vigente e dalla programmazione del fabbisogno. La fattispecie concreta non implicando la regolarità di procedure concorsuali, bensì la legittimità dell’applicazione dei criteri concernenti il diritto soggettivo degli interessati alla stabilizzazione, non comporta lo svolgimento di ulteriori prove selettive o una nuova valutazione discrezionale di titoli, bensì solo la verifica di requisiti temporali oggettivi dì durata del singolo rapporto di lavoro a tempo determinato non soggetta ad alcuna comparazione soggettiva propria delle procedure concorsuali prevista dall’art. 63, comma 4. d. lgs. 165/2001.

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Tribunale di Verona, Sezione Lavoro, sentenza 24 gennaio 2018 n.31

Il dirigente medico in servizio di ruolo da almeno cinque anni presso l’azienda sanitaria, dopo aver ottenuto la valutazione positiva dal Collegio Tecnico Aziendale disciplinata dall’art. 28, comma 2, CCNL 3.11.2005 Dirigenza Area IV, è titolare del diritto di conseguire l’incarico dirigenziale di natura professionale di alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca, ispettive, di verifica e di controllo o di direzione di struttura semplicesanità dirigenti previsto dall’art. 15 del D. Lgs. n. 502 del 1992, con il riconoscimento del corrispondente trattamento economico. I predetti incarichi, individuati dall’Amministrazione alla luce della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e delle attitudini e capacità professionali del singolo dirigente, attengono al contenuto minimo della figura di dirigente sanitario e non già ad una mera e semplice progressione di carriera, quanto piuttosto al conseguimento di una funzione diversa.

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Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, Sezione Seconda, sentenza 12.12.2017 n. 1356

Accertata l’illegittimità dell’operato della commissione esaminatrice per mancata  valutazione di alcuni titoli professionali in favore del candidato, meritevole, invece, di conseguire un punteggio maggiore per il titolo professionale dedotto nella domanda di concorso, concorso pubblicoil punteggio denegato può essere determinato in sede giudiziaria attingendo ad un criterio di ragionevolezza, stante l’impossibilità giuridica – oltre che l’inopportunità – di demandare alla commissione esaminatrice l’onere di determinare, ora per allora, a procedura concorsuale già conclusa, il punteggio attribuibile ai titoli professionali. La fondatezza della pretesa del candidato ricorrente determina, oltre all’annullamento del provvedimento impugnato, l’accertamento del diritto del ricorrente di conseguire, quale vincitore del concorso, l’assunzione presso l’Autorità resistente nel posto oggetto della procedura concorsuale.

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Corte d’Appello di Genova, Sezione Lavoro, sentenza 29 novembre 2017 n.478

E’ contraria al canone di buona fede e correttezza del datore di lavoro pubblico la sospensione provvisoria delle indennità relative alla posizione  di alta professionalità impiegato pubblicosul presupposto dell’affievolimento del rapporto fiduciario con la P.A. a causa di una condanna penale a carico del dipendente e dell’avvio di un procedimento disciplinare. Anziché incidere sulla parte economica correlata allo svolgimento delle funzioni inerenti all’incarico di alta professionalità, l’amministrazione avrebbe dovuto, a seguito dei fatti di rilievo penale e disciplinare, destinare il dipendente ad altro incarico, facendo venire meno il titolo per il riconoscimento dell’alta professionalità – in ordine al quale non sussiste il diritto del dipendente ad ottenerlo – e del pagamento della conseguente indennità.

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Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, sentenza 12 settembre 2017 n.329

A fronte del reinserimento nella graduatoria provinciale ad esaurimento (GAE)  in forza di sentenza confermata in appello, il docente ha diritto a partecipare alla fase C del piano di assunzione straordinario previsto dalla Legge 107/15, per il quale ha inviato la domanda in forma cartacea, classeatteso che, alla data di entrata in vigore della legge, era da intendersi soggetto iscritto a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, per effetto del provvedimento di ottemperanza del MIUR che lo inseriva con decorrenza dall’anno 2014. Di conseguenza il MIUR va condannato a emanare tutti gli atti necessari per il riconoscimento del diritto del ricorrente a essere individuato quale destinatario di proposta di stipula di un contratto a tempo indeterminato, per la classe di concorso Scuola Primaria, in relazione alle immissioni in ruolo disposte nell’anno scolastico 2015/2016 nella fase C del piano varato con la legge 107/2015, con decorrenza dall’1.9.2015.

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Tribunale Amministrativo Regionale Puglia, Sezione Terza, Bari, sentenza 27 luglio 2017 n. 869

Un accordo transattivo finalizzato a porre termine ad una complessa controversia avente ad oggetto la contestazione di una variante al piano di zona, ha natura sostitutiva dei relativi provvedimenti amministrativi con la conseguenza che sono riconducibili al genuspiano di zona degli accordi sostitutivi  di cui all’art. 11 legge n. 241/1990. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi suddetti sono riservate alla giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo con estensione della cognizione del G.A. alle controversie avente ad oggetto sia la risoluzione della convenzione per inadempimento della P.A., sia la condanna di quest’ultima al risarcimento del danno. Qualora sia pattuito un termine essenziale ex art.1457, c.c., per l’adempimento degli obblighi derivanti dai menzionati atti transattivi, la risoluzione del contratto opera di diritto, prescindendo dall’indagine in ordine all’importanza dell’inadempimento, che è stata anticipatamente valutata dai contraenti, dovendo in tal caso il giudice limitarsi ad accertare la sussistenza e l’imputabilità dell’inadempimento.

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