Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater, ordinanza 14 settembre 2017 n. 4671

L’esclusione dal concorso pubblico per l’assunzione nelle forze di polizia, per il mancato raggiungimento dell’altezza minima prevista dal bando, è illegittima per contrasto con l’art. 1, comma 2, l.12.1.2015 n.2 ed art.4, comma 2, D.P.R. n.207/2015 in correlazione con l’art.3 Cost , per manifesta discriminatorietà della prescrizione che implica la necessità di una interpretazione e di un’applicazione altezza minimacostituzionalmente conforme del quadro normativo, da considerare immediatamente operativo e non differibile. La sopravvenuta invalidità della disposizione del bando regolatrice dei limiti di altezza – da trattare con la misura dell’annullamento giudiziale – genera effetti caducanti sull’impugnato provvedimento di inidoneità fisica ed esclusione dal concorso, per la rilevata disarmonia rispetto al precetto costituzionale di non discriminazione in base alle caratteristiche fisiche, ove la stessa non possa essere giustificata da specialissime ragioni – non contemplate nell’atto impugnato –  e rispetto al principio cogente imposto dalla norma superveniens. In accoglimento dell’istanza cautelare si ordina l’ammissione con riserva della ricorrente nel concorso.

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Tribunale Amministrativo Regionale, Sicilia, sez.Catania, Sezione Prima, sentenza 23 giugno 2017 n. 1544

Vanno esclusi gli operatori concorrenti partecipanti alla medesima procedura di affidamento ove sussista il presunto collegamento sostanziale  tra di esse, in ragione della presenza di indizi gravi, precisi e concordanti ragionevolmente idonei ad attestare la riconducibilità delle offerte ad un unico centro decisionale consistenti: nella coincidenza tra le sedi delle imprese; nella sostanziale identità delle rispettive domande di partecipazione alla gara e dell’annessa documentazione amministrativa, contenendo entrambe le medesime dichiarazioni opzionali; nella spedizione dei plichi contenenti le rispettive offerte nel medesimo giorno, società collegamentocon uguali modalità e tramite il medesimo corriere postale;  nell’aver prestato delle polizze assicurative per la costituzione della relativa cauzione provvisoria rilasciate dalla stessa compagnia di assicurazione e da uguale agenzia; nell’aver versato il contributo ANAC attraverso il medesimo concessionario, nel medesimo giorno ed orario; nell’esistenza di rapporti di parentela e convivenza tra i soggetti che rivestono ruoli societari rilevanti nell’ambito delle due imprese concorrenti; nell’aver offerto dei ribassi contigui tra loro; nel’aver indicato un’analoga percentuale di incidenza del costo di manodopera ed altrettanto analoghi oneri di icurezza aziendali. In particolare, la sostanziale identità dei ribassi percentuali offerti dalle due imprese fornisce, inoltre, segno tangibile dell’assenza di una concreta alterità strategico-decisionale fra le due società, confermando appieno il collegamento di fatto tra esse, censurato ai sensi dell’dell’art. 38, comma 1, lett. m-quater), del d.lgs. n. 163/2006, che già la relazione familiare e gli altri richiamati elementi indiziari consentivano di intravedere.

massima di redazione ©

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 25 maggio 2017 n. 2458

Non opera il dovere del giudice amministrativo di accertare l’illegittimità degli atti impugnati ai fini risarcitori (art. 34, comma 3, c.p.a.), ove il ricorso contro il provvedimento di esclusione dalla gara o contro quello di aggiudicazione provvisoria sia divenuto improcedibile nel casogara appalto di omessa impugnazione dell’aggiudicazione definitiva successivamente intervenuta, perché solo con questa si conclude il procedimento concorsuale. La norma invocata dall’appellante opera, infatti, a patto che sussistano le condizioni per poter esaminare nel merito la domanda, ancorché al più limitato scopo dell’accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato ai fini dell’azione risarcitoria; condizioni che non sussistono stante l’acclarata improcedibilità del ricorso di primo grado, preclusiva della delibazione della fondatezza delle censure prospettate

massima della redazione ©

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 9 gennaio 2017 n.30

I principi eurounitari di tutela dell’affidamento e di non discriminazione impongono alle Amministrazioni appaltanti di definire e di rendere pubbliche, in anticipo e con chiarezza, le condizioni sostanziali e procedurali relative alla partecipazione ad un appalto, affinché gli offerenti possano conoscere esattamente i vincoli obbligatori derivanti dalla lex specialis ed essere assicurati del fatto che il rispetto dei medesimi si impone a tutti concorrenti. soccorso-istruttorioÈ perciò illegittima, siccome in violazione della normativa comunitaria e dell’obbligo di esercitare i poteri di soccorso istruttorio di cui all’art. 83 del d.lgs 50/2016, la decisione dell’Amministrazione appaltante di escludere, senza aver prima invitato a regolarizzarne l’offerta, l’impresa inadempiente rispetto ad obblighi procedurali, quali la mancata indicazione nella propria offerta economica degli oneri di sicurezza aziendale, non predeterminati negli atti di gara.

massima redatta da Gloria Sdanganelli ©

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 23 novembre 2016, n. 4918.

Il provvedimento dell’amministrazione appaltante che prende atto dell’esclusione di una società da un’a.t.i. aggiudicataria di appalto, deliberata dal relativo organo assembleare, attiene ad una vicenda societaria che esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo, venendo in rilievo posizioni di diritto soggettivo nei rapporti interni tra i partecipanti all’a.t.i alla quale è estraneo ogni eventuale accertamento circa la mancata verifica da parte della P.A. dei requisiti soggettivi ed oggettivi dei soggetti subentranti al contratto di appalto in base all’art. 37 e 116 del d.lgs. n. 163/2006. fusioni-societarieIl principio di immodificabilità soggettiva, lungi dall’essere il portato precettivo di un divieto assoluto, ai sensi del combinato disposto dell’art. 37, comma 9 e commi 18 e 19 del previgente Codice, persegue piuttosto lo scopo di consentire alla p.a. appaltante di verificare il possesso dei requisiti da parte dei soggetti che partecipano alla gara e, correlativamente, di precludere modificazioni soggettive, sopraggiunte ai controlli in grado di impedire le suddette verifiche preliminari. In aggiunta, sul piano sistematico, non va passato sotto silenzio che l’art. 106 d.lgs. n.50/2016 (Codice vigente), recependo l’art. 72 della direttiva 2014/24/Ue e l’art. 89 della direttiva 2014/25/Ue, prevede al comma 1, lett d, n. 2, la possibilità di modifica del contratto in corso qualora all’aggiudicatario iniziale succeda “per causa di morte o per contratto, anche a seguito di ristrutturazioni societarie, comprese rilevazioni, fusioni scissioni acquisizione o insolvenza , un altro operatore che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti inizialmente, purché ciò non implichi altre modifiche sostanziali al contratto“.

Massima redatta da Gloria Sdanganelli ©

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Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 28 ottobre 2016 n.4553. In un appalto integrato di progettazione e lavori, le relazioni specialistiche, ivi compresa la relazione geologica, devono essere elaborate a cura dei concorrenti in sede di offerta tecnica, a pena di esclusione, se l’obbligo specifico sia imposto dal bando.

Gli operatori concorrenti ad una procedura di affidamento di un appalto integrato di progettazione e lavori devono allegare al progetto esecutivo presentato in sede di gara la relazione geologica se contenente integrazioni o modifiche alla corrispondente relazione facente parte del progetto definitivo posto a base di gara. Ragioni riconducibili alla osservanza del principio di certezza e sicurezza giuridica di derivazione sovranazionale impongono che,geologo in caso di modifiche o integrazioni di tale rilievo, l’esclusione dalla gara può essere giustificata non già dall’integrazione della lex specialis ad opera di quella regolamentare contenuta nell’art.35, d.P.R. n. 207 del 2010 e relativa ai livelli di progettazione in materia di appalti pubblici di lavori, ma per la carenza di un elemento essenziale dell’offerta. L’individuazione di requisiti di partecipazione alla gara deve essere svolta sulla base di previsioni contenute nel bando, e non all’esito di indagini di ordine sostanziale sui contenuti delle prestazioni oggetto del contratto d’appalto con esiti contrastanti con i principi europei di certezza.

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