Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza), sentenza 30 gennaio 2018 n.154

La riduzione della visuale panoramica sul mare legittima i proprietari di un’unità immobiliare a contestare il permesso edilizio di sostituzione del tetto spiovente con una terrazza piana su un manufatto prospiciente, praticando un rialzamento dell’originaria altezza del manufatto vietato espressamente dal regolamento edilizio comunale.Ove non sussistano esigenze tecniche di consolidamento statico o di adeguamento igienico sanitario oppure di riorganizzazione di volumi già esistenti è illegittimo il permesso di costruire lesivo della tutela, desuntatropea 2 dalla normativa urbanistica comunale, dello sky line urbano, inteso non come linea orizzontale ideale che congiunge i punti più elevati degli edifici esistenti, ma come salvaguardia del paesaggio urbano dato dagli edifici presenti lungo la fascia costiera nei loro rapporti spaziali orizzontali e verticali. Essa comporta la conservazione dello scenario frastagliato che connota un particolare profilo urbano e non certo la sua eliminazione come accadrebbe qualora fosse consentita la uniformazione delle altezze e la conseguente creazione di vere e proprie barriere murarie che stravolgerebbero il profilo edilizio esistente di una città o di un centro storico.

massima di redazione

testo integrale Continua a leggere

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta), Napoli, sentenza 17 novembre 2017 n. 5447

E’illegittimo l’ordine di bonifica dell’area rivolto indiscriminatamente al proprietario in ragione esclusiva della sua qualità non potendo discendere l’obbligo di bonifica in capo esso, senza accertare o dimostrare, attraverso una completa istruttoriadeposito rifiuti e un’esauriente motivazione, la materiale disponibilità del terreno interessato – indice di travisamento dei fatti – e la sussistenza dell’elemento psicologico che avrebbe dovuto sorreggere la condotta omissiva, in violazione del disposto dell’art. 192, comma 3, d.lgs. 152/2006.

motivazione di redazione ©

testo integrale Continua a leggere

Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 23 febbraio 2017 n. 856

In un territorio soggetto a dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 1 della l. n. 1497 del 1939  le valutazioni della competente Sopraintendenza avente a oggetto la posa di pannelli fotovoltaici sui manti di copertura di due fabbricati, – da esercitarsi in rapporto al principio fondamentale dell’art. 9 Cost – sono caratterizzate da un’ampia discrezionalità tecnico-valutativa, in quanto implicano l’applicazione di cognizioni tecnico – scientifiche specialistiche proprie di settori scientifici disciplinari, contraddistinte da margini di opinabilità. fotovoltaicoNe consegue che l’apprezzamento compiuto dall’Amministrazione preposta alla tutela è sindacabile, in sede giudiziale, esclusivamente sotto i profili della logicità, coerenza e completezza della valutazione, considerati anche per l’aspetto concernente la correttezza del criterio tecnico e del procedimento applicativo prescelto, senza invadere la sfera riservata alle valutazioni attinenti alla compatibilità paesaggistica, di spettanza esclusiva della Soprintendenza, né di sconfinare nell’ambito di apprezzamenti di compatibilità paesaggistica o di “merito amministrativo -paesistico”, riservati all’organo periferico del Mibact. E’ illegittimo il parere sfavorevole di compatibilità paesaggistica reso dalla Sopraintendenza ai sensi dell’art. 146, comma 5, del t. u. n. 42 del 2004, alla posa di pannelli fotovoltaici se essa, oltre che favorita dall’ordinamento per esigenze di risparmio energetico, non arreca “ex se” alcun degrado all’ambiente circostante ed in sede istruttoria non sia stato tenuto in considerazione che, sull’area, il vincolo ex l. n. 1497 del 1939 è di tipo generico, ricadente in una zona non particolarmente sensibile, né sia stata valutata la proposta progettuale di creare uniformità di colore tra i pannelli da posizionarsi e la falda del tetto interessata dal loro posizionamento, prevedendone l’intera copertura con pannelli opachi di colore rosso mattone sovrapposti a coppi di color mattone.

massima di Gloria Sdanganelli ©

testo integrale Continua a leggere

Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 16 febbraio 2017 n. 700

L’amministrazione che solleva la non annullabilità, ai sensi dell’art.21-octies, comma 2, l. n.241/1990, del provvedimento impugnato ritenuto viziato da violazioni formali,procedimento amm ha l’onere di dimostrare a sostegno della sua tesi che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato, se anche avesse comunicato l’avvio del procedimento.

testo completo

Continua a leggere

Corte dei Conti, Seconda Sezione Centrale d’Appello, sentenza 10.6.2015 n. 314. L’immunità prevista dall’art.122, comma 4, Costituzione, non si applica ai consiglieri regionali responsabili di danno erariale.

 

Può configurarsi la responsabilità dei componenti dell’organo politico qualora esso abbia deliberato nell’ambito di un’attribuzione propria o comunque ingerendosi direttamente in attività gestorie. Ai consiglieri regionale membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale che ha disposto l’inquadramento illegittimo di un dipendente nei ruoli dirigenziali, non opera l’immunità prevista dall’art. 122, 4° comma Cost. secondo i principi stabiliti dalle sentenze della Corte Costituzionale nn. 289/1997 e 392/1999, in quanto essa si estende agli atti riconducibili alla sfera di autonomia propria dei consigli regionali connesse strettamente all’esplicazione del mandato rappresentativo, che si vuole preservare dalla interferenza di altri organi.consiglio regionale I consiglieri regionali sono comunque soggetti alla responsabilità amministrativa e contabile per il danno cagionato alle finanze regionali, in quanto l’autonomia organizzativa e contabile dei Consigli regionali non può implicare di per sé che l’amministrazione consiliare sfugga alla disciplina generale, prevista dalle leggi dello Stato. In una accezione prettamente giuscontabilistica il dolo eventuale è accettazione del rischio del previsto verificarsi dell’illecito pregiudizio alle casse della Regione, come si desume dalla superficialità con cui si pervenne all’adozione dei provvedimenti de quibus, caratterizzati da abnorme illegittimità.

testo integrale Continua a leggere