Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Sardegna, sentenza 15 dicembre 2017 n. 160

Il pubblico dipendente nei cui confronti è stata applicata la pena per patteggiamento in ordine ai reati di associazione a delinquere e di turbata libertà degli incanti, risponde del danno all’immagine procurato alla amministrazione di appartenenza, in quanto, in disparte la indubbia risonanza sociale del reato commesso come appalti truccaticomprovato dai vari articoli di stampa versati in atti, dal comportamento delittuoso da esso serbato è derivato un vulnus al prestigio delle amministrazioni coinvolte, anche in ragione del ruolo di particolare rilievo (responsabile dell’ufficio tecnico), specie in piccole comunità. Il modo di condurre le gare, incidente, negativamente e in maniera profonda, sulla stessa organizzazione amministrativa, evidenzia la sussistenza di tutti i negativi risvolti di natura sociale, originati da un operare in cui l’interesse personale sopravanza, di gran lunga, i doveri di lealtà e correttezza imposti a ciascun pubblico dipendente. Tali risvolti sono legati alla negativa impressione suscitata nell’opinione pubblica locale, ed anche all’interno della stessa Amministrazione, mentre l’eventuale clamor fori,e la diffusione ed amplificazione del fatto operata dai mass-media, non integrano la lesione del bene tutelato, ma ne indicano semplicemente la dimensione, diventando, per tale aspetto, uno dei parametri utilizzabili per una quantificazione del danno commisurato nel doppio della somma di denaro o del valore patrimoniale di altra utilità illecitamente percepita dal dipendente, in applicazione della disposizione prevista dal comma 1-sexies dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come introdotto dalla legge n. 190/2012.

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Tribunale di Roma, Sezione Seconda Civile, sentenza 11 novembre 2017 n.21347

A seguito della occupazione illecita in massa di un immobile, gli organi di polizia giudiziaria investiti dell’esecuzione del sequestro preventivo disposto dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica, rispondono civilmente della mancata esecuzione del provvedimento giudiziario vincolante, emesso a tutela anche dell’interesse individuale del singolo, in quanto persona offesa del reato di invasione arbitraria di edifici (art.633, c.p.). case occupateE’ tutelabile giuridicamente la pretesa del proprietario dell’immobile a non essere ulteriormente pregiudicato dalla commissione del reato, a seguito della valutazione positiva operata da parte del giudice per le indagini preliminari della opportunità di sottoporre a sequestro preventivo l’immobile per evitare che la libera disponibilità dello stesso da parte dei rei aggravi o protragga le conseguenze dannose o pericolose del reato. Le forze di polizia divengono quindi vincolate, nella attività di tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza e del rispetto delle leggi, ed in particolare nella tutela della legalità, ad intervenire nell’interesse del singolo. Si profila quindi una responsabilità diretta ex art. 2043 c.c. del ministero, in virtù del principio di immedesimazione organica dei suoi funzionari  Il danno da lucro cessante può essere considerato in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene immobile la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l’utilità da esso ricavabile, sicché costituisce una presunzione iuris tantum e la liquidazione può essere operata dal giudice sulla base di presunzioni semplici, con riferimento al cd. danno figurativo, quale il valore locativo del bene usurpato.

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Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Lavoro, ordinanza 23 gennaio 2017

La docente che ha presentato domanda di mobilità sul territorio nazionale ha il diritto di conseguire una sede in ambito regionale secondo le preferenze da essa espresse che non può essere affievolito dall’algoritmo ministeriale che, da parte sua, ha determinato una situazione di caos.trasferimenti scuola Ne deriva la sospensione del trasferimento adottato dal Ministero fuori dalla regione di residenza con l’obbligo per l’Amministrazione di ridistribuire l’assegnazione in base a corretti criteri e di valutare nuovamente la sede lavorativa da assegnarsi alla ricorrente. A sostegno dell’urgenza sussiste un danno grave ed irreparabile costituito dal disagio morale e materiale della ricorrente trasferita a distanza dalla sede del proprio nucleo familiare, e, con riferimento anche all’interesse pubblico, avuto riguardo all’interesse generale della scuola e della continuità didattica.

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ordinanza Tribunale Nocera Inferiore sez Lavoro 23 gennaio 2017

Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 19 gennaio 2017 n. 244

L’autorizzazione all’installazione degli impianti pubblicitari rilasciata dai Comuni in base all’art. 23 del Codice della Strada, nel rispetto dei criteri e dei vincoli fissati nell’apposito regolamento comunale e nel piano generale degli impianti pubblicitari (a loro volta previsti dall’art. 3 d.lgs. n. 507/1993) ha una valenza edilizia-urbanistica e, in considerazione della specialità della sua disciplina, prescrive regole e obblighi pianificatori specifici volti a tutelare, anche, le esigenze “dell’assetto del territorio e delle sue caratteristiche abitative, estetiche, ambientali e di viabilità”.impianti pubblicitariDi conseguenza, prescrivere in aggiunta all’autorizzazione di settore, anche il rilascio del permesso di costruire si tradurrebbe in una duplicazione del sistema autorizzatorio e sanzionatorio che risulterebbe sproporzionata, perché non giustificata dall’esigenza, già salvaguardata in base alla disciplina speciale (cfr. art. 3 d.lgs. n. 507 del 1993), di tutelare l’interesse al corretto assetto del territorio, evitando una complicazione procedimentale contraria al principio di semplificazione e unicità del procedimento amministrativo. In tema di riparto della giurisdizione in materia di determinazioni di rimozione di impianti pubblicitari il provvedimento con il quale un Comune intima la rimozione coattiva di un impianto pubblicitario, non si verte in tema di uso del territorio, ma di godimento abusivo di beni demaniali affidata alla giurisdizione dell’AGO.

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 18 novembre 2016 n.4826.

É immune da vizi la decisione della Consob di stabilire autonomamente, se ed in quali termini promuovere separati procedimenti sanzionatori aventi ad oggetto ipotesi di indebita utilizzazione da parte di pluralità di titolari di partecipazioni azionarie di informazioni privilegiate suscettibili di favorire l’individuazione del momento più opportuno per disfarsi, cedendole sul mercato, dei titoli medesimi.consobÈ tuttavia irragionevole, e perciò illegittima, la motivazione del diniego di accesso alla documentazione amministrativa relativa ai procedimenti sanzionatori di eventuale interesse di soggetti terzi, che sia imperniata esclusivamente sul dato, unilateralmente costituito dall’Autorità, della formale diversità dei soggetti interessati dalle indagini. In tema di accesso agli atti per fini defensionali, la valutazione delle finalità di tipo difensivo non è estranea al giudizio di appropriatezza ex ante che deve essere svolto dall’autorità amministrativa la quale può attivare un’interlocuzione dialogica con i terzi cui i dati ed informazioni si riferiscono, commisurata alla esigenza sostanziale dell’istante di ottenerne l’ostensione.

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Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza 8 settembre 2016 n. 3829. La riattivazione di una sede farmaceutica vacante non è lesiva della posizione soggettiva dei farmacisti limitrofi.

La modifica della pianta organica per effetto dell’istituzione di una nuova sede farmaceutica incide sulla zona di competenza delle farmacie preesistenti, recando un evidente pregiudizio ai relativi titolari di sede che, per effetto della nuova istituzione, si vedono ridotta la perimetrazione della propria zona. Ove, come nel caso di specie, non viene istituita una nuova sede farmaceutica, ma soltanto riassegnata una sede istituita da moltissimi anni, e da molto tempo rimasta vacante, la riattivazione della sede farmaceutica – pur comportando farmaciain via di fatto una perdita reddituale correlata allo sviamento di clientela per i titolari delle sedi limitrofe – non incide né sulla pianta organica, né sulla perimetrazione delle singole zone di competenza delle farmacie vicine, restando del tutto invariato il regime regolatorio. La riattivazione di una sede farmaceutica, vacante da anni, non lede la posizione giuridica dei titolari delle sedi limitrofe, in quanto detta posizione si configura come di mero fatto, non traendo origine dalla pianta organica diretta a perseguire la migliore e più capillare allocazione del servizio farmaceutico; la copertura della sede vacante, costituisce, infatti, lo strumento mediante il quale si ripristina – dopo tanto tempo – la corretta gestione del servizio farmaceutico a tutela degli utenti di una determinata zona che da anni erano sprovvisti del servizio farmaceutico. Nè lo sviamento di clientela può costituire un idoneo presupposto per fondare la legittimazione e l’interesse al ricorso di primo grado.

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