Tribunale Amministrativo Regionale Puglia, Sezione Prima, Bari, sentenza 8 febbraio 2018 n.193

E’ immune da vizi di legittimità il provvedimento con cui la Regione intende assoggettare a procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto di impianto di produzione di energia da fonte eolica, motivato dal pericolo paventato dall’amministrazione e legato all’amplificazione di significative conseguenze negative sul paesaggio parco eolicoe sugli ecosistemi e sistemi umani, in ragione della cumulatività degli impatti prodotti dai vari impianti autorizzati in zona. Non sussiste la contraddittorietà rispetto alle valutazioni ambientali favorevoli rilasciate in relazione agli altri parchi eolici ubicati nella medesima macro-area, giacchè proprio l’oggettiva insistenza di più progetti sviluppatisi nel tempo può determinare significativi effetti sulla capacità di carico del sistema, facendo emergere la necessità un più accurato studio in sede di VIA circa i rilevati possibili impatti negativi sul paesaggio e sull’ambiente circostante. La censura di eccesso di potere per disparità di trattamento a fronte di scelte discrezionali dell´Amministrazione è riscontrabile soltanto in caso di assoluta identità di situazioni di fatto e di conseguente irragionevole diversità del trattamento riservato, situazioni la cui prova rigorosa deve essere fornita dall´interessato, con la precisazione che la legittimità dell´operato della P.A. non può comunque essere inficiata dall´eventuale illegittimità compiuta in altra situazione.

massima di redazione©

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Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 20 luglio 2016 n.3250. E’ irragionevole la scelta urbanistica di trasformare un’area a vocazione industriale in area abitativa senza motivare sulla compatibilità fra di esse.

In sede di pianificazione generale del territorio, l’ampia discrezionalità di cui il Comune dispone in ordine alle scelte sulla destinazione dei suoli, non richiede una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali cui s’ispira il piano urbanistico comunale, che può esser censurata  quando appaia manifestamente illogica, irragionevole, contraddittoria, errata nei presupposti o viziata nel procedimento.piano urbanistico E’ affetta da irragionevolezza la scelta del Comune di trasformare un’area attigua a vocazione industriale, in area abitativa, per non aver considerato l’esistenza di una compatibilità equilibrata le due aree a differente vocazione urbanistica, e per non aver predisposto nel piano ab initio e con efficacia generale e non estemporanea, un complesso di regole ed indicazioni circa la compatibilità delle due vicende, ossia sul modo del corretto inserimento nel contesto esistente, in termini di distanze, altezze, dotazione e localizzazione degli standard.

motivazione redatta da: Gloria Sdanganelli ©

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Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 5 aprile 2016, n. 6540. Non c’è diffamazione nell’esposto di un dirigente scolastico per la punizione disciplinare di un dipendente, privo di critiche virulente, attacchi personali e fatti totalmente inventati.

E’ privo di contenuto diffamatorio e, dunque, pregiudizievole ai fini risarcitori, l’esposto di un dirigente scolastico diretto ad eccitare i poteri disciplinari nei confronti del denunciato, dipendente da altra amministrazione (nella specie, il Comune), in quanto esente da critiche virulente o attacchi personali, di fatti totalmente inventati ovvero reputati veri sulla base di un’irragionevole e preconcetta ricostruzione della realtà, diretti a colpire la figura morale del soggetto criticato.procedimento disciplinare Benchè i fatti di rilievo disciplinare annotati a carico del dipendente siano stati poi ridimensionati quanto a tempi e modalità di accadimento, l’esposto del dirigente è rispettoso dei canoni della continenza e della rilevanza sociale dell’informazione che, in caso contrario, avrebbe condotto all’argumentum ad nomine , ossia nella condotta dell’agente che trasmodi in aggressioni gratuite, non pertinenti ai temi in discussione e solo intese a screditare l’avversario mediante la evocazione di una sua presunta indegnità od inadeguatezza personale, piuttosto che a criticarne i programmi e le azioni.

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