Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna, sentenza 26 marzo 2018 n.72

L’annullamento da parte del giudice del lavoro, con sentenza priva di effetti reintegratori passata in giudicato, del licenziamento per giusta causa del direttore generale di un’azienda pubblica per mancanza di contestazione degli addebiti ex art. 7 della legge n. 300/70, relativi alla condotta disciplinarmente rilevante anche alla fattispecie del licenziamento per giusta causa del personale inquadrato nella categoria contrattuale dirigenziale, licenziatoè fonte di responsabilità amministrativa dei componenti del consiglio di amministrazione dell’ente che ha adottato il censurato recesso. Se il comportamento gestorio del Consiglio di amministrazione  fosse stato rispettoso della rituale instaurazione della procedura disciplinare nei confronti del direttore generale licenziato, la plausibile fondatezza del recesso datoriale intimato per giusta causa, a fronte della condotta disciplinarmente rilevante, avrebbe scongiurato un oneroso esborso per l’erario a titolo risarcitorio e di spese di giudizio. Sussiste il presupposto per l’esercizio del potere riduttivo del danno erariale a fronte di un comportamento comunque maldestro, imperito e negligente, sì da compromettere anche il conseguimento delle finalità perseguite, e, nondimeno, effettivamente ispirato dall’intento, che costituisce motivo di particolare valore morale e sociale (cfr. art. 62 n.1 c.p.), di perseguire l’effettivo o presunto interesse dell’Azienda attraverso l’allontanamento dal servizio di un dipendente cui, a torto o a ragione, si riteneva di addebitare, in tutto o in parte, una condotta contraria all’interesse dell’Azienda medesima.

massima di redazione©

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Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Lavoro, ordinanza 23 gennaio 2017

La docente che ha presentato domanda di mobilità sul territorio nazionale ha il diritto di conseguire una sede in ambito regionale secondo le preferenze da essa espresse che non può essere affievolito dall’algoritmo ministeriale che, da parte sua, ha determinato una situazione di caos.trasferimenti scuola Ne deriva la sospensione del trasferimento adottato dal Ministero fuori dalla regione di residenza con l’obbligo per l’Amministrazione di ridistribuire l’assegnazione in base a corretti criteri e di valutare nuovamente la sede lavorativa da assegnarsi alla ricorrente. A sostegno dell’urgenza sussiste un danno grave ed irreparabile costituito dal disagio morale e materiale della ricorrente trasferita a distanza dalla sede del proprio nucleo familiare, e, con riferimento anche all’interesse pubblico, avuto riguardo all’interesse generale della scuola e della continuità didattica.

massima di Gloria Sdanganelli ©

ordinanza Tribunale Nocera Inferiore sez Lavoro 23 gennaio 2017