Consiglio di Stato, Sezione Quinta, sentenza 10 aprile 2018 n. 2185

A fronte della tardiva notifica del ricorso alla controinteressata aggiudicataria dovuta a un iniziale errore nell’individuazione dell’effettivo domicilio, va riconosciuto l’errore scusabile (art.37 C.P.A.), essendo incolpevole la condotta del ricorrente il quale abbia tentato di notificare l’impugnativa avverso l’aggiudicazione presso la sede dell’aggiudicatario che era stata indicata dalla stessa stazione appaltante nell’ambito dell’avviso di aggiudicazione. L’indicazione da parte della stazione appaltante (non solo della notifica tardivadenominazione, ma anche) dell’indirizzo dell’aggiudicatario non rappresenta un adempimento meramente formale, ma costituisce ottemperanza a uno specifico obbligo di legge che non può restare privo di conseguenze in termini concreti e anche ai fini processuali, assolvendo segnatamente allo scopo di fornire agli altri concorrenti le indicazioni necessarie per contestare (in particolare, in giudizio) l’intervenuta aggiudicazione. Nonostante emergano elementi che inducono a ravvisare una violazione del principio del contraddittorio in danno dell’aggiudicataria tale da disporre il rinvio al primo Giudice ai sensi dell’art.105 C.P.A., prevalenti ragioni sistematiche inducono a procedere comunque nell’esame nel merito dell’appello, in quanto, essendo l’appello stesso infondato nel merito, l’eventuale rinvio al primo Giudice (finalizzato a garantire le prerogative della controinteressata pretermessa in primo grado) sortirebbe paradossalmente un effetto svantaggioso in suo danno, riaprendo una vicenda processuale che può invece risolversi in modo vantaggioso per essa in entrambi i gradi di giudizio.

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Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, sentenza 12 settembre 2017 n.329

A fronte del reinserimento nella graduatoria provinciale ad esaurimento (GAE)  in forza di sentenza confermata in appello, il docente ha diritto a partecipare alla fase C del piano di assunzione straordinario previsto dalla Legge 107/15, per il quale ha inviato la domanda in forma cartacea, classeatteso che, alla data di entrata in vigore della legge, era da intendersi soggetto iscritto a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, per effetto del provvedimento di ottemperanza del MIUR che lo inseriva con decorrenza dall’anno 2014. Di conseguenza il MIUR va condannato a emanare tutti gli atti necessari per il riconoscimento del diritto del ricorrente a essere individuato quale destinatario di proposta di stipula di un contratto a tempo indeterminato, per la classe di concorso Scuola Primaria, in relazione alle immissioni in ruolo disposte nell’anno scolastico 2015/2016 nella fase C del piano varato con la legge 107/2015, con decorrenza dall’1.9.2015.

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Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 22.10.2015 n. 4817. Caso Icom Borgo Antico. Non è dovuto alcun risarcimento se dopo la sentenza di annullamento del diniego di costruire, il privato non eserciti tutti gli strumenti di tutela volti ad impedire il prodursi dei danni lamentati, per circa 20 milioni di euro, nel successivo giudizio risarcitorio.

In seguito ad  una sentenza  di annullamento dell’illegittimo diniego di costruire lesivo dell’interesse pretensivo del privato, non sussiste la responsabilità risarcitoria del Comune, ove il primo non abbia esperito gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per ottenere il permesso di costruire, rivolgendosi a tal fine all’Amministrazione, sia con un atto di diffida, sia, soprattutto, se del caso, giudizialmente, cioè con la proposizione di un ricorso per l’ottemperanza, finalizzate ad evitare il prodursi delle conseguenze dannose dedotte nel giudizio risarcitorio.icom
Infatti, l’art. 30, comma 3, Codice del Processo Amministrativo esclude il risarcimento dei danni “che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti”, richiedendosi al privato una complessiva condotta lineare e non rimproverabile, improntata alla buona fede, tesa ad evitare il danno a quel bene della vita oggetto dell’interesse pretensivo, danno di cui si lamenta il verificarsi, ed a  prevenire l’evolversi degli eventi erroneamente addebitati all’amministrazione. (Antonello Sdanganelli, riproduzione della massima riservata).

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