Tribunale di Verona, Sezione Lavoro, sentenza 24 gennaio 2018 n.31

Il dirigente medico in servizio di ruolo da almeno cinque anni presso l’azienda sanitaria, dopo aver ottenuto la valutazione positiva dal Collegio Tecnico Aziendale disciplinata dall’art. 28, comma 2, CCNL 3.11.2005 Dirigenza Area IV, è titolare del diritto di conseguire l’incarico dirigenziale di natura professionale di alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca, ispettive, di verifica e di controllo o di direzione di struttura semplicesanità dirigenti previsto dall’art. 15 del D. Lgs. n. 502 del 1992, con il riconoscimento del corrispondente trattamento economico. I predetti incarichi, individuati dall’Amministrazione alla luce della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e delle attitudini e capacità professionali del singolo dirigente, attengono al contenuto minimo della figura di dirigente sanitario e non già ad una mera e semplice progressione di carriera, quanto piuttosto al conseguimento di una funzione diversa.

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 21 luglio 2016 n. 3304. Il ritardo nella nomina a ricercatore universitario derivante da atti illegittimi obbliga la P.A. al risarcimento del danno per la perdita di chance di progredire nella carriera.

Al ricercatore universitario immesso in servizio in ritardo (dieci anni) rispetto alla nomina avvenuta in seguito ad azione da esso promossa dinanzi al giudice amministrativo per l’annullamento  della graduatoria del concorso, spetta il risarcimento dei danni per le retribuzioni non godute e per: a) la perdita di chance di accedere alle superiori qualifiche di professore associato e di professore ordinario; b) il mancato percepimento delle indennità previste per il personale universitario che svolga attività assistenziale; c) i mancati introiti derivanti dall’attività libero-professionale intramoenia o extramoenia che l’interessato avrebbe potuto svolgere. I provvedimenti illegittimi hanno determinato a danno del ricorrente la perdita di dieci anni di carriera universitaria precludendogli significative possibilità di carriera, sia in ambito universitario, sia in ambito professionale. carriera universitariaLa chance di accedere alla superiore qualifica di professore associato non risulta del tutto ipotetica ed eventuale, trattandosi di una possibilità effettiva, la cui plausibilità trova una duplice conferma: da un lato, si tratta di una progressione di carriera che, in base all’id quod plerumque accidit, è normalmente connessa alla carriera universitaria. Subordinare il risarcimento del danno alla certezza del risultato finale significherebbe disconoscere tout court la tutela risarcitoria della chance; che rappresenta un bene della vita (consistente nell’attuale possibilità di ottenere un’utilità futura) meritevole di autonoma tutela risarcitoria, la cui lesione dà luogo ad un danno emergente e non ad un lucro cessante. Ciò che si risarcisce, in altri termini, è la perdita attuale di un bene già presente nel patrimonio del danneggiato, non il mancato conseguimento di un futuro guadagno.

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