Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Seconda, sentenza 23 marzo 2018 n. 437

E’ illegittima la revoca dell’autorizzazione rilasciata per l’esercizio dell’attività di trasporto mediante noleggio di autovettura da rimessa con conducente ove l’ente, accertata la sopravvenuta mancanza di un requisito prescritto per l’esercizio della professione, non conceda all’interessato il termine per la regolarizzazione previsto dal regolamento comunale. risciòBenchè la concessione del termine costituisca una mera facoltà, ciò non implica che l’Amministrazione possa decidere a proprio arbitrio di concederla o meno, senza alcuna motivazione, a fronte di una richiesta che, come nel caso di specie, è esplicitamente formulata dall’interessato. Il potere pubblico è sempre funzionalizzato alla tutela dell’interesse pubblico e tanto vale non solo per gli atti doverosi ma anche, e a maggior ragione, per quelli al cui esercizio l’ente è facoltizzato da una disposizione normativa che, nel caso di specie, le imponeva di prendere in esame la richiesta del ricorrente ed eventualmente anche respingerla, dando però conto del motivo della decisione, a compimento di scelte ragionevoli finalizzate nel senso sopraindicato, secondo un percorso logico esplicitato adeguatamente con congrua motivazione, in relazione all’interesse pubblico di volta in volta rilevante.

massima di redazione©

testo integrale Continua a leggere

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Prima, sentenza 8 marzo 2018 n. 1486

Ove la gara debba essere aggiudicata secondo il criterio del prezzo più basso, la certificazione CE rilasciata dall’Ente Certificatore riferita ai prodotti offerti riguarda gli aspetti tecnici e qualitativi della fornitura, estranei alla nozione di offerta in senso proprio. Piuttosto, tale requisito va inquadrato, secondo la disciplina normativa applicabile ratione temporis, nell’ambito della capacità tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di servizi, in particolare nella previsione di cui all’art. 42, primo comma lettere l) ed m) del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 che, nel caso di forniture, prevede la possibilità di richiedere campioni, descrizioni o fotografie dei beni da fornire, la cui autenticità sia certificataesclusione gara a richiesta della stazione appaltante, nonché la produzione di certificati rilasciati dagli istituti o servizi ufficiali incaricati del controllo qualità, di riconosciuta competenza, che attestino la conformità dei beni con riferimento a determinati requisiti o norme. La stazione appaltante non può pretendere, al fine di dimostrare il possesso del predetto requisito speciale di partecipazione, la diretta produzione della documentazione di riferimento, o comunque limitare il ricorso alla semplificazione amministrativa, oltre tutto sanzionando la violazione di un simile precetto con l’estromissione dalla gara, fermo restando il principio di tassatività delle cause di esclusione di cui all’art. 46, comma 1 bis del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, alla cui stregua la qualificazione giuridica di siffatti precetti è quella della nullità ex lege.

massima di redazione©

testo integrale Continua a leggere

Tribunale di Roma, Sezione Seconda Civile, sentenza 11 novembre 2017 n.21347

A seguito della occupazione illecita in massa di un immobile, gli organi di polizia giudiziaria investiti dell’esecuzione del sequestro preventivo disposto dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica, rispondono civilmente della mancata esecuzione del provvedimento giudiziario vincolante, emesso a tutela anche dell’interesse individuale del singolo, in quanto persona offesa del reato di invasione arbitraria di edifici (art.633, c.p.). case occupateE’ tutelabile giuridicamente la pretesa del proprietario dell’immobile a non essere ulteriormente pregiudicato dalla commissione del reato, a seguito della valutazione positiva operata da parte del giudice per le indagini preliminari della opportunità di sottoporre a sequestro preventivo l’immobile per evitare che la libera disponibilità dello stesso da parte dei rei aggravi o protragga le conseguenze dannose o pericolose del reato. Le forze di polizia divengono quindi vincolate, nella attività di tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza e del rispetto delle leggi, ed in particolare nella tutela della legalità, ad intervenire nell’interesse del singolo. Si profila quindi una responsabilità diretta ex art. 2043 c.c. del ministero, in virtù del principio di immedesimazione organica dei suoi funzionari  Il danno da lucro cessante può essere considerato in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene immobile la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l’utilità da esso ricavabile, sicché costituisce una presunzione iuris tantum e la liquidazione può essere operata dal giudice sulla base di presunzioni semplici, con riferimento al cd. danno figurativo, quale il valore locativo del bene usurpato.

massima di Gloria Sdanganelli ©

testo integrale  Continua a leggere

Tribunale Amministrativo Regionale Emilia Romagna, Sezione di Parma, Sezione Prima, sentenza 13 giugno 2017 n. 201

La domanda di accertamento in ordine alla sussistenza dell’indebito oggettivo relativamente agli oneri concessori richiesti al ricorrente, basata sul presupposto della ritenuta inesistenza di un abuso con conseguente insussistenza di unaoblazione sanatoria causa giustificativa della richiesta di oblazione ed oneri concessori connessi, non essendo svincolata dall’esercizio del potere autoritativo in materia edilizia dell’amministrazione comunale, rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo di cui all’art. 133, comma 1 , lett. f) c.p.a., comprensiva della totalità degli aspetti dell’uso del territorio, ivi inclusa la materia relativa alla determinazione, liquidazione e riscossione degli oneri di urbanizzazione. Sussiste il diritto per i soggetti interessati di contestare, mediante azione di accertamento, l’erroneità della imposizione operata dall’Amministrazione secondo i criteri fissati in via normativa o regolamentare, indipendentemente dalla rituale impugnazione degli atti emanati, i quali si risolvono in definitiva in mere operazioni materiali o di calcolo.

massima della redazione ©

testo integrale

Continua a leggere