Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, sentenza 7 febbraio 2018 n. 499

In materia di riconoscimento delle differenze retributive derivanti dall’espletamento di funzioni dirigenziali di fatto, non spettano al dipendente comunale le indennità di posizione nella parte variabile e di risultato, trattandosi di emolumenti indefettibilmente legati al raggiungimento di obiettivi e valutazioni del risultato demandati alla mansioni superioridiscrezionalità datoriale. In tal senso, non possono utilizzarsi parametri normativi o costituzionali di riferimento quantitativo e la relativa quantificazione (o il suo accrescimento nel tempo) non può che restare riservata alla discrezionalità datoriale o al più alla fonte contrattuale, senza possibilità di alcun intervento di determinazione giudiziale. Detta discrezionalità è giustificata dalla ratio del trattamento economico accessorio, finalizzato non già alla corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennità incentivanti o premiali al personale, bensì alla valorizzazione tanto di posizioni di concreta responsabilità (con relativa graduazione anch’essa spettante alla discrezionalità amministrativa) quanto dei risultati effettivamente conseguiti a livello collettivo o individuale.

massima di redazione©

testo integrale Continua a leggere

Corte Dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Toscana, sentenza 4 maggio 2015, n.81. Il direttore generale di azienda sanitaria risponde di danno erariale per indebito rimborso di prestazioni a clinica convenzionata

 

aslSe una clinica convenzionata riceve un doppio pagamento per la stessa prestazione, una dall’utente e una, a titolo di rimborso, dall’Azienda Sanitaria, sussiste la responsabilità amministrativa del direttore generale, unitamente ai dirigenti che hanno permesso l’indebito pagamento. Nelle Aziende Sanitarie, il direttore generale è investito di tutti i poteri di gestione e di controllo, ed è pertanto costituito garante della complessiva correttezza dell’azione amministrativa riferibile all’ente che dirige ed è suo preciso dovere dare precise e tempestive disposizioni, attivare controlli specifici, chiedere direttive sollecite agli enti di vigilanza per evitare l’insorgere di fattori produttivi di danno alla collettività. Ad esso compete, in particolare, anche in forza dell’istituzione dell’apposito servizio di controllo interno verificare, mediante valutazioni comparative  dei costi e dei rendimenti di risultati, la corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate, nonché l’imparzialità ed il buon funzionamento dell’azione amministrativa.

testo integrale Continua a leggere

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 8 aprile 2015, n. 7007. Le pretese economiche dei partecipanti all’impresa familiare rientrano nella competenza del giudice del lavoro.

impresa familiareIn tema d’impresa familiare, la cognizione del giudice del lavoro, ex art. 409 cod. proc. civ., non è circoscritta all’accertamento del diritto alla remunerazione dei soggetti indicati dall’art. 230 bis cod. civ., ma comprende la domanda con la quale un coniuge, chieda l’attribuzione di beni o di quote di beni, che assuma acquistati con i proventi dell’impresa stessa, posto che tali pretese trovano titolo nel rapporto di collaborazione personale, continuativa e coordinata, riconducibile nella previsione dell’art. 409 n. 3 cod. proc. civ. La partecipazione agli utili per la collaborazione prestata nell’impresa familiare, ai sensi dell’art. 230 bis cod. civ., va determinata sulla base degli utili non ripartiti al momento della sua cessazione o di quella del singolo partecipante, nonché dell’accrescimento, a tale data, della produttività dell’impresa (“beni acquistati” con gli utili, “incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento”) in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato ed è, quindi, condizionata dai risultati raggiunti dall’azienda, atteso che gli stessi utili – in assenza di un patto di distribuzione periodica – non sono naturalmente destinati ad essere ripartiti tra i partecipanti ma al reimpiego nell’azienda o in acquisti di beni.

testo integrale Continua a leggere