Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, sentenza 23 marzo 2018 n.177

In tema di mobilità nazionale dei docenti (buona scuola), dalle disposizioni del CCNI dell’8.4.2016 (art.6: “a parità di punteggio e precedenza, la posizione in graduatoria è determinata dalla maggiore anzianità anagrafica; All.1 fase C:Per ciascuna delle operazioni l’ordine di graduatoria degli aspiranti è determinato, per ciascuna preferenza, sulla base degli elementi di cui alla tabella di valutazione dei titoli allegata al presente contratto”) si desume unicamente che per ciascuna preferenza si segue il criterio del maggior punteggio, trasferimenti buona scuolaessendo l’ordine delle preferenze dato dal più alto punteggio. Il MIUR deve elaborare una graduatoria per ciascun ambito territoriale, in modo da incrociare i dati proprio per evitare l’effetto paradossale dell’assegnazione della sede a docenti con minor punteggio. Quando una clausola pattizia si presta a una pluralità di interpretazioni, è obbligo del giudicante favorire quella più conforme a Costituzione. Assume rango costituzionale il principio meritocratico nel pubblico concorso discendente dagli artt. 3, 51 e 97 Cost. che informa in generale qualsiasi procedura concorsuale (anche applicata alla mobilità), secondo il quale a maggior punteggio corrisponda maggior favore e, quindi, il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell’ordine delle preferenze, per cui (in assenza di titoli di precedenza) per ciascuna preferenza indicata prevale l’aspirante con il punteggio più elevato. Ove si disattendano tali principi, il meccanismo seguito dal Ministero l’individuazione della sede di destinazione avverrebbe in modo sostanzialmente casuale, dipendendo essenzialmente dall’ordine indicato dal docente nella domanda, con il rischio concreto che docenti con punteggio più alto trovino collocazione deteriore rispetto a docenti con punteggio più basso e conseguente violazione del principio di imparzialità di cui all’art.97 Cost., principio fatto proprio dall’art. 28 d.p.r. 487/1994, in base al quale nei procedimenti concorsuali della P.A. va prioritariamente accontentato chi ha un punteggio maggiore. La procedura di mobilità, infatti, costituisce una procedura concorsuale di impiego, basata sulla redazione di graduatorie e, quindi, lo scorrimento della graduatoria vincola l’amministrazione e la violazione di tale principio dà luogo alla nullità degli atti gestionali per l’incertezza assoluta sulle modalità di assegnazione delle sedi, incertezza che contrasta con i cardini dell’imparzialità e del buon andamento della P.A.

massima di redazione©

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 26 agosto 2016, n. 3704. Il mancato scorrimento della graduatoria è illegittimo se l’ente ha effettuato nomine per lo stesso ruolo a tempo determinato e senza selezione.

La vacanza di posti nella qualifica dirigenziale assegnati con nomine a tempo determinato in assenza di qualsiasi procedura concorsuale o comunque selettiva, evidenzia la necessità della P.A. di avvalersi di personale qualificato in una situazione di vacanza di posti in organico.scorrimento graduatoria In tal caso, il mancato scorrimento della graduatoria utile per la copertura di quei posti agli idonei concreta una violazione di regole d’imparzialità, correttezza e buona amministrazione che avrebbe dovuto indurre l’Autorità amministrativa, anzichè denegare lo scorrimento invocato, a invitare l’aspirante idoneo a prendere servizio quale dirigente.

massima di Gloria Sdanganelli ©

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T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez.II, sentenza 11.12.2015 n.1873. Lo scorrimento di una graduatoria efficace approvata da un’Azienda sanitaria prevale su ogni altra forma selettiva del personale sanitario e si estende a tutte le aziende del territorio regionale.

Nei confronti della scelta della pubblica amministrazione di non scorrere una graduatoria ancora efficace, ma di indire una diversa procedura di reclutamento, la posizione giuridica del soggetto aspirante allo scorrimento assume la configurazione dell’interesse legittimo, la cui tutela spetta alla cognizione di legittimità del giudice amministrativo.aslIl potere di revocare in autotutela una procedura di reclutamento a tempo indeterminato (nella specie: lo scorrimento da una graduatoria vigente) e di dare corso ad un’altra forma di reclutamento (nella specie: la mobilità esterna), deve avvenire nel rispetto del principio di buona fede e correttezza e della tutela dell’affidamento ingenerato, cui corrisponde l’obbligo di fornire un’adeguata motivazione in ordine alle circostanze che giustificano il provvedimento in autotutela.

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Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 1 luglio 2015, n. 27823. Lo scorrimento della graduatoria non implica abuso d’ufficio.

In tema di abuso d’ufficio, la violazione di norme di leggi o di regolamento contemplata dalla fattispecie di cui all’art. 323 cod. pen. non può essere integrata dall’inosservanza delle disposizioni inserite nel bando di concorso il quale è atto amministrativo e, quindi, fonte normativa non riconducibile a quelle tassativamente indicate dal succitato art. 323 ( legge o regolamento). concorsoBenchè il bando di concorso abbia originariamente precluso lo scorrimento della graduatoria, tale clausola è derogabile da successivi atti amministrativi. In virtù della regola generale che ammette lo scorrimento della graduatoria in presenza di un pubblico interesse specifico, in linea con l’interpretazione della giurisprudenza amministrativa orientata costituzionalmente ai sensi dell’art.97 Cost., è stato rafforzato il ruolo di esso quale modalità ordinaria di provvista del personale, tanto più giustificata in relazione alla finalità primaria di ridurre i costi gravanti sulle amministrazioni per la gestione delle procedure selettive e la previsione normativa generale della utilizzabilità, per un tempo definito, delle preesistenti graduatorie non costituisce affatto una deroga alla regola costituzionale del concorso, né introduce un procedimento alternativo a tale modalità di selezione del personale.

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Consiglio di Stato sez. VI, sentenza 9 aprile 2015, n.1796. Se la graduatoria del concorso è ancora efficace, la priorità per la P.A. è lo scorrimento.

concorsoIn presenza di una graduatoria concorsuale ancora efficace, la regola generale da seguire per la copertura dei posti vacanti è quella dello scorrimento della medesima, in preferenza dell’indizione di un nuovo concorso. Infatti la disciplina positiva, pur non spingendosi fino ad assegnare agli idonei un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione mediante scorrimento della graduatoria, con correlativo obbligo cogente per l’ente, impone all’amministrazione, che abbia a determinarsi diversamente, un rigoroso obbligo di motivazione della propria scelta derogatoria. Questo obbligo non recede ma è solo ridimensionato e attenuato in presenza di particolari ragioni di opportunità che militino per una scelta organizzativa diversa dallo scorrimento, come l’esigenza di stabilizzare personale precario o il sopraggiungere di una modifica sostanziale della disciplina applicabile alla procedura concorsuale.

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