Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza), sentenza 30 gennaio 2018 n.154

La riduzione della visuale panoramica sul mare legittima i proprietari di un’unità immobiliare a contestare il permesso edilizio di sostituzione del tetto spiovente con una terrazza piana su un manufatto prospiciente, praticando un rialzamento dell’originaria altezza del manufatto vietato espressamente dal regolamento edilizio comunale.Ove non sussistano esigenze tecniche di consolidamento statico o di adeguamento igienico sanitario oppure di riorganizzazione di volumi già esistenti è illegittimo il permesso di costruire lesivo della tutela, desuntatropea 2 dalla normativa urbanistica comunale, dello sky line urbano, inteso non come linea orizzontale ideale che congiunge i punti più elevati degli edifici esistenti, ma come salvaguardia del paesaggio urbano dato dagli edifici presenti lungo la fascia costiera nei loro rapporti spaziali orizzontali e verticali. Essa comporta la conservazione dello scenario frastagliato che connota un particolare profilo urbano e non certo la sua eliminazione come accadrebbe qualora fosse consentita la uniformazione delle altezze e la conseguente creazione di vere e proprie barriere murarie che stravolgerebbero il profilo edilizio esistente di una città o di un centro storico.

massima di redazione

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Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Lazio, sentenza 14 novembre 2016 n.305. Direttore dei lavori e collaudatore rispondono di danno erariale nei confronti della amministrazione appaltante per l’esecuzione dell’incarico.

Il direttore dei lavori per la realizzazione di un’opera pubblica in considerazione dei compiti e delle funzioni che gli sono devoluti, comportanti l’esercizio di poteri autoritativi nei confronti dell’appaltatore e l’assunzione della veste di agente, deve ritenersi funzionalmente e temporaneamente inserito nell’apparato organizzativo della pubblica amministrazione che gli ha conferito l’incarico, quale organo tecnico e straordinario della stessa; con la conseguenza che, con riferimento alla responsabilità per danni cagionati nell’esecuzione dell’incarico stesso, è soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti. collaudoLa responsabilità per danni cagionati all’amministrazione appaltante dal direttore dei lavori ricade nella giurisdizione della stessa Corte dei conti anche se il medesimo abbia anche rivestito l’incarico di progettista (anche se solo il direttore dei lavori, e non anche il progettista, sia temporaneamente inserito nell’apparato organizzativo della pubblica amministrazione appaltante quale organo tecnico e straordinario della stessa), sorgendo in tal caso la responsabilità dal cumulo degli incarichi e da una complessiva attività professionale che non consente di scindere le giurisdizioni in presenza di un rapporto unitario. Ad analoga conclusione si perviene con riferimento alla posizione del collaudatore  che ha emesso un certificato di collaudo statico dell’immobile smentito dalle successive verifiche svolte sulla struttura, accertando pertanto indebitamente la regolare esecuzione di un’opera che presentava vizi e difformità tali da renderla inidonea alla sua naturale funzione.

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