Corte dei Conti, Terza Sezione Centrale d’Appello, sentenza 28.8.2015, n.432. L’incarico di consulenza continuativa ad un avvocato esterno provoca danno erariale se l’Ente ha un ufficio legale.

Il ricorso dell’Azienda Sanitaria alla consulenza continuativa ed istituzionalizzata di un avvocato esterno priva dei requisiti di legge, sebbene l’ente disponesse di un apposito ufficio legale, è il segno della trascuratezza degli interessi finanziari dell’Ente ed è fonte di grave responsabilità erariale, a nulla rilevando la dedotta insindacabilità della scelta discrezionale operata intuitu personae.azienda sanitaria In assenza dei presupposti legittimanti l’incarico e sull’antigiuridicità del conferimento, la questione esula del tutto dalla problematica della discrezionalità amministrativa, perché si tratta di incarichi conferiti in contrasto con parametri di legge e non essendo, quindi, neppure in discussione la ragionevolezza o meno dei mezzi impiegati in relazione agli obiettivi perseguiti.

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