Tribunale di Palmi, ordinanza ex art. 700 c.p.c. del 18 dicembre 2017.

Accertato l’inadempimento da parte dell’appaltatore del corrispettivo dovuto al subappaltatore, il pagamento diretto invocato da quest’ultimo a carico della stazione appaltante previsto dall’art. 118, comma 3, D.Lgs. 163/2006, pur non comportando il sorgere di un obbligo,subappalto opera, in ossequio all’art. 13, comma 2, lett.a), L. 180/2011, ove l’esecutore del subappalto rientri fra le micro, piccole o medie imprese. La lettera di corrispondenza con cui il responsabile unico del procedimento e del servizio, competente a rappresentare l’ente all’esterno, riconosca e quantifichi la pretesa del subappaltatore al pagamento diretto ex art.118, comma 3, d.lgs.163/2006, assume valore impegnativo per la stazione appaltante che è condannata a soddisfare il credito azionato in via d’urgenza ai sensi dell’art.700, c.p.c.

massima di redazione

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Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Lavoro, ordinanza 23 gennaio 2017

La docente che ha presentato domanda di mobilità sul territorio nazionale ha il diritto di conseguire una sede in ambito regionale secondo le preferenze da essa espresse che non può essere affievolito dall’algoritmo ministeriale che, da parte sua, ha determinato una situazione di caos.trasferimenti scuola Ne deriva la sospensione del trasferimento adottato dal Ministero fuori dalla regione di residenza con l’obbligo per l’Amministrazione di ridistribuire l’assegnazione in base a corretti criteri e di valutare nuovamente la sede lavorativa da assegnarsi alla ricorrente. A sostegno dell’urgenza sussiste un danno grave ed irreparabile costituito dal disagio morale e materiale della ricorrente trasferita a distanza dalla sede del proprio nucleo familiare, e, con riferimento anche all’interesse pubblico, avuto riguardo all’interesse generale della scuola e della continuità didattica.

massima di Gloria Sdanganelli ©

ordinanza Tribunale Nocera Inferiore sez Lavoro 23 gennaio 2017

Corte Costituzionale, sentenza 15.5.2015 n.81. In regime di prorogatio il Consiglio regionale scaduto può adottare solo atti necessari, urgenti ed indifferibili

Secondo l’ interpretazione costituzionale dell’istituto della  prorogatio, l’assemblea regionale, in tale periodo, dispone di poteri attenuati, confacenti alla situazione di organi scaduti, ed è legittimata alla sola adozione degli atti necessari ed urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili. Essi, inoltre, devono “comunque astenersi, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente, da ogni intervento legislativo che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori”. Il requisito della necessità e dell’urgenza, che legittima il Consiglio consiglio regionaleregionale ad esercitare i propri poteri in regime di prorogatio, evoca l’esigenza che l’intervento normativo sia adottato nell’immediatezza della grave situazione alla quale esso intende porre rimedio, perché diversamente verrebbero travalicati i limiti connaturati all’istituto della prorogatio, che implicano non soltanto la gravità della situazione che forma oggetto dell’intervento, ma anche la sua improcrastinabilità.

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