Tribunale Amministrativo Regionale Puglia, Sezione Prima, Bari, sentenza 8 febbraio 2018 n.193

E’ immune da vizi di legittimità il provvedimento con cui la Regione intende assoggettare a procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto di impianto di produzione di energia da fonte eolica, motivato dal pericolo paventato dall’amministrazione e legato all’amplificazione di significative conseguenze negative sul paesaggio parco eolicoe sugli ecosistemi e sistemi umani, in ragione della cumulatività degli impatti prodotti dai vari impianti autorizzati in zona. Non sussiste la contraddittorietà rispetto alle valutazioni ambientali favorevoli rilasciate in relazione agli altri parchi eolici ubicati nella medesima macro-area, giacchè proprio l’oggettiva insistenza di più progetti sviluppatisi nel tempo può determinare significativi effetti sulla capacità di carico del sistema, facendo emergere la necessità un più accurato studio in sede di VIA circa i rilevati possibili impatti negativi sul paesaggio e sull’ambiente circostante. La censura di eccesso di potere per disparità di trattamento a fronte di scelte discrezionali dell´Amministrazione è riscontrabile soltanto in caso di assoluta identità di situazioni di fatto e di conseguente irragionevole diversità del trattamento riservato, situazioni la cui prova rigorosa deve essere fornita dall´interessato, con la precisazione che la legittimità dell´operato della P.A. non può comunque essere inficiata dall´eventuale illegittimità compiuta in altra situazione.

massima di redazione©

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Consiglio di Stato, Sezione quarta, sentenza 10 febbraio 2017, n. 575.

In tema di superamento dei termini perentori di conclusione del procedimento di valutazione di impatto ambientale VIA, fissati, ai sensi dell’art. 26, d.Lgs..3 aprile 2006, n. 152, in centocinquanta giorni dalla presentazione dell’istanza, il mero inverarsi del presupposto di legge (nel caso di specie scadenza dei termini) non implica l’avvenuta consumazione del potere in capo all’Autorità regionale che, invece, si verifica laddove l’Autorità deputata all’esercizio del potere sostitutivo si sia effettivamente insediata. In una cornice sistematica più ampia, VIAil potere sostitutivo è collegato a posizioni di controllo o di vigilanza, ovviamente esulanti da relazioni di tipo gerarchico, che può essere esercitato dallo Stato o dalle regioni soltanto in relazione ad attività rispettivamente regionali e locali di carattere obbligatorio, sostanzialmente prive di discrezionalità nell’an (anche se non necessariamente nel quid o nel quomodo), sia perché sottoposte per legge a termini perentori, sia per la natura degli atti da compiere, la cui obbligatorietà costituisca il riflesso degli interessi unitari alla cui salvaguardia è preordinato l’intervento sostitutivo. Si tratta di un potere strumentale rispetto all’esecuzione o all’adempimento di obblighi ovvero rispetto all’attuazione di indirizzi o di criteri operativi, i quali siano basati su interessi preminenti in grado di permettere allo Stato, quando ricorrano le necessarie condizioni di forma e di sostanza per un intervento sostitutivo, di superare, in via del tutto eccezionale, la separazione delle competenze tra lo Stato, le regioni e gli enti locali. Ne consegue che, in carenza di esercizio del potere sostitutivo da parte dell’Autorità Statuale l’avvenuto superamento dei termini non vizi l’esercizio del potere da parte dell’Autorità regionale.

Massima redatta da Gloria Sdanganelli ©

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