Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 15 dicembre 2017 n. 5908

Nell’ipotesi di impugnazione di titoli edilizi, la sussistenza del requisito della mera vicinitas non costituisce elemento sufficiente a comprovare la legittimazione a ricorrere e l’interesse al ricorso, occorrendo invece la positiva dimostrazione di un danno che attingerebbe la posizione di colui il quale insorge giudizialmente. Il criterio della vicinitas vicinatose è idoneo a definire la sussistenza di una posizione giuridica qualificata e differenziata in astratto configurabile come interesse legittimo, tuttavia non esaurisce le condizioni necessarie cui è subordinata la legittimazione al ricorso, dovendosi da parte di chi ricorre fornire invece la prova del concreto pregiudizio patito e patiendo (sia esso di carattere patrimoniale o di deterioramento delle condizioni di vita o di peggioramento dei caratteri urbanistici che connotano l’area) a cagione dell’intervento edificatorio. Il sistema così disegnato è armonico rispetto alla disciplina disegnata anche dal codice civile e dalle leggi speciali succedutesi: a ben guardare, il vicino vede protetta la propria sfera giuridica attraverso la inderogabile disciplina dettata in materia di distanze; ma laddove ipotizzi in suo danno un pregiudizio discendente da altre violazioni ha il dovere di dedurlo e provarlo.

massima di redazione ©

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Tribunale Amministrativo Regionale Veneto, sentenza 3 maggio 2017 n. 434

E’ legittima l’ordinanza adottata dal Sindaco, ex art 50, comma 7, del D.lgs. n. 267/2000, che, allo scopo di prevenire, contrastare e ridurre il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, dispone la limitazione degli orari di apertura delle sale da gioco o scommessa e degli altri esercizi in cui sono installate apparecchiature per il gioco per tutelare la salute pubblica e il benessere socio-economico dei cittadini. gioco azzardoNon occorrono indagini istruttorie per la verifica dell’incidenza del fenomeno della ludopatia sul territorio comunale in quanto esso costituisce un fatto notorio o, comunque, una nozione di fatto di comune esperienza, come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale. La disciplina limitativa degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco o scommessa – che consente un’apertura giornaliera pari a quattordici ore giornaliere consecutive (h 8- 22) –rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), appare proporzionata realizzando essa un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, causativo di conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, che a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali.

massima di Gloria Sdanganelli ©

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 21 luglio 2016 n. 3304. Il ritardo nella nomina a ricercatore universitario derivante da atti illegittimi obbliga la P.A. al risarcimento del danno per la perdita di chance di progredire nella carriera.

Al ricercatore universitario immesso in servizio in ritardo (dieci anni) rispetto alla nomina avvenuta in seguito ad azione da esso promossa dinanzi al giudice amministrativo per l’annullamento  della graduatoria del concorso, spetta il risarcimento dei danni per le retribuzioni non godute e per: a) la perdita di chance di accedere alle superiori qualifiche di professore associato e di professore ordinario; b) il mancato percepimento delle indennità previste per il personale universitario che svolga attività assistenziale; c) i mancati introiti derivanti dall’attività libero-professionale intramoenia o extramoenia che l’interessato avrebbe potuto svolgere. I provvedimenti illegittimi hanno determinato a danno del ricorrente la perdita di dieci anni di carriera universitaria precludendogli significative possibilità di carriera, sia in ambito universitario, sia in ambito professionale. carriera universitariaLa chance di accedere alla superiore qualifica di professore associato non risulta del tutto ipotetica ed eventuale, trattandosi di una possibilità effettiva, la cui plausibilità trova una duplice conferma: da un lato, si tratta di una progressione di carriera che, in base all’id quod plerumque accidit, è normalmente connessa alla carriera universitaria. Subordinare il risarcimento del danno alla certezza del risultato finale significherebbe disconoscere tout court la tutela risarcitoria della chance; che rappresenta un bene della vita (consistente nell’attuale possibilità di ottenere un’utilità futura) meritevole di autonoma tutela risarcitoria, la cui lesione dà luogo ad un danno emergente e non ad un lucro cessante. Ciò che si risarcisce, in altri termini, è la perdita attuale di un bene già presente nel patrimonio del danneggiato, non il mancato conseguimento di un futuro guadagno.

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