Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, Sezione Seconda, sentenza 18 dicembre 2019 n. 2098. Mutamento di destinazione d’uso e prova documentale dell’uso in corso

Satiro danzante (Prassitele)

In tema di impugnazione di diniego di mutamento di destinazione d’uso commerciale, non sussiste l’omessa contestazione di una parte della motivazione che sorregge il provvedimento, sull’asserita assenza di alcun provvedimento amministrativo (licenza, autorizzazione) che provi l’esercizio di attività commerciale in loco. Coerentemente, la ricorrente ha contestato tale assunto assumendo che la prova dell’esistenza dei provvedimenti richiesti dal Comune si ricava indirettamente dalle visure camerali della CCIAA prodotte in seno al procedimento, che attestano l’esistenza di diverse ditte commerciali che, nel tempo, hanno svolto la loro attività nell’immobile. Ove il regolamento comunale richieda, per il riconoscimento della destinazione d’uso commerciale dell’immobile la prova dell’attualità dell’uso, benchè non siano state prodotte agli atti del procedimento le autorizzazioni commerciali rilasciate in passato ai negozianti che avevano sede nell’immobile in questione, l’onere probatorio gravante sulla società ricorrente è stato adeguatamente assolto attraverso la produzione di documenti – comunque pubblici (tale è la visura camerale) – dai quali emerge il prolungato svolgimento di attività commerciale in modo legale. A fronte di tale documentazione l’amministrazione comunale non avrebbe potuto semplicisticamente concludere che non esistono presso l’ente licenze od autorizzazioni comunali, ma avrebbe quanto meno dovuto attivarsi per ricercare nei propri archivi quella specifica licenza, impugnando con querela di falso – in caso di conclamata inesistenza della licenza – il certificato camerale che la menzionava.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale

sentenza Tar Cz 2098-2019

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