Tribunale Amministrativo Regionale Liguria, sentenza 2 gennaio 2019 n.3

La garanzia del rispetto dell’anonimato si impone anche qualora occorra procedere, su ordine del giudice, alla nuova correzione di una prova scritta di un pubblico concorso ormai esaurito, in quanto la commissione esaminatrice non può lasciare alcuno spazio a rischi di condizionamenti esterni e deve costantemente garantire la par condicio tra i candidati con l’obiettivo di assicurare una valutazione meritocratico-comparativa  in condizioni di effettiva parità. L’adozione di cautele necessarie per garantire l’osservanza dell’anonimato nel caso di nuova correzione della prova scritta comporta che: a) la nuova correzione delle prove scritte sia effettuata da una diversa commissione, integralmente rinnovata nella sua composizione; b) l’elaborato da riesaminare sia inserito fra un numero congruo di elaborati, con un minimo di dieci, estratti fra quelli redatti nell’ambito del medesimo concorso; c) sia attribuito anche a questi ultimi elaborati un proprio giudizio o punteggio, applicando le norme e i criteri all’epoca vigenti. Va ravvisata l’anomalia nelle modalità di predisposizione delle prove di confronto laddove, anziché reperirle, come doveroso, nell’ambito degli elaborati redatti in occasione della specifica prova scritta, l’Amministrazione si è inspiegabilmente risolta a disporne la redazione ad hoc da parte di docenti appartenenti alla stessa classe di concorso.Tale scelta, oltre a implicare un aggravio procedimentale non necessario, ha incrementato i rischi di riconoscibilità della paternità dell’elaborato da riesaminare, in ragione dell’evidente disomogeneità tra le posizioni di coloro che aspirano ad essere reclutati per l’insegnamento e di coloro che sono già docenti a tempo indeterminato.

massima di redazione

testo integrale

Tar Genova sentenza 3-2019

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