Tribunale di Bologna, Seconda Sezione Civile, sentenza 29 novembre 2019 n. 2547. Servitù pubblica, diritti di uso pubblico su area privata e tutela del possesso del condominio

Antonio Saladino

Il possesso esercitato su un’area privata assoggettata a servitù pubblica di passaggio, per via dell’uso generalizzato del passaggio da parte di una collettività indeterminata di individui, non va considerato possesso individuale, ma uti cives, in quanto portatori di un interesse generale. Mentre nelle servitù pubbliche l’elemento distintivo è costituito dalla predialità, dal rapporto fra i fondi, il diritto di uso contemplato dall’art. 825, c.c. è un diritto reale, al pari della servitù, costituito per il conseguimento di fini di pubblico interesse, corrispondente alle medesime finalità che i beni demaniali soddisfano. La servitù di uso pubblico si acquista per usucapione in capo all’Ente e non ai singoli cittadini considerati uti cives nè alla collettività che usa il bene. Il possesso – sotto forma di passaggio – del proprietario come singolo o dei condòmini proprietari dell’area, in favore dei quali permane la titolarità del bene in mancanza di un atto ablatorio, non può essere opposto né prevalere rispetto a quello della collettività dei cittadini.

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