Tribunale di Milano, I Sezione Civile, sentenza 18 febbraio 2019 n.1532

Nell’accertamento della condotta generatrice di inquinamento chimico, la pubblica amministrazione preposta alla tutela ambientale deve provare null’altro che il nesso di causalità specifico, e cioè quello che intercorre tra l’inquinamento, l’attività dell’impresa, la posizione dei responsabili dell’impresa ed il periodo di tempo in cui l’impresa svolgeva quella attività dimostratasi inquinante. L’operatore commerciale può liberarsi da responsabilità ex art. 244 del d.Lgs n. 152/2006, laddove provi di avere adottato tutte le cautele idonee, conosciute e compatibili, alla stregua delle migliori cognizioni tecniche e scientifiche note nel periodo contestato,  capaci di prevenire le conseguenze inquinanti, documentando, con pari analiticità, la reale dinamica degli avvenimenti e indicare l’autore, in virtù di una specifica e determinata causalità, cui debba addebitarsi la condotta causativa dell’inquinamento. Accertata l’esistenza di un danno (rappresentato dalle spese relative per la bonifica e la messa in sicurezza operativa e permanente del sito) patito dell’ente locale, ma impossibile nella sua quantificazione, i presupposti per una valutazione equitativa del danno possono così riassumersi: i) certezza dell’esistenza del danno subito dal Comune che, in ossequio alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006, deve sostenere i costi per la bonifica e la messa in sicurezza del sito contaminato); ii) l’impossibilità obiettiva di una quantificazione esatta del danno (atteso che i costi della bonifica saranno influenzati dai tempi della sua realizzazione, dai risultati della analisi, dal progresso delle tecnologie, ecc.); l’adempimento dell’onere della prova attraverso i documenti prodotti e le risultanze della CTU. Ai fini della valutazione equitativa del danno in esame devono essere considerati i seguenti elementi: valutazioni peritali svolte dal CTU in merito alle numerose attività ed al lungo tempo necessario per completare le opere di bonifica; entità delle spese, da valutarsi anche alla luce delle somme già riconosciute al Comune, per interventi preliminari e comunque strumentali alle opere di bonifica definitiva e di messa in sicurezza negli eseguiti nel tempo; valutazioni compiute dall’ausiliario del giudice in merito alle somme reclamate dal Comune.

massima di Gloria Sdanganelli©

testo integrale

Tribunale di Milano sentenza 1532-2019

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