Tribunale di Milano, Sezione Prima Civile, sentenza 3 aprile 2019 n. 3293

L’affidamento comunale del servizio di assistenza e ricovero di persone disabili presso una struttura privata va inquadrato come concessione di pubblico servizio e non già di appalto pubblico di servizi, posto che la prestazione non è erogata dall’appaltatore al Comune, ma direttamente agli utenti per conto dell’ente territoriale, con conseguente inapplicabilità dell’art.115, d.lgs.163/2006, che prevedeva l’obbligatorio inserimento di clausole di revisione dei prezzi nel contratto d’appalto pubblico. Ove si dovesse accostare l’oggetto della prestazione ai servizi sanitari e sociali di cui all’art. 20 D.Lgs n.163/2006, e le parti abbiano concordato nella convenzione regolatrice del  rapporto un meccanismo di adeguamento del corrispettivo articolato nell’adesione del Comune alla richiesta in aumento dell’appaltatore, la possibilità di una rinegoziazione delle tariffe rimane subordinata al raggiungimento di un accordo fra le parti contrattuali, non estendendosi il codice degli appalti alla tipologia dei servizi suindicati.

Massima di redazione©

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Tribunale Milano I sez civile sentenza 3293-2019

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