Tribunale di Roma, Seconda Sezione Civile, sentenza 9 ottobre 2018 n. 19113

Maurizio Carnevali

Benchè a seguito dell’istituzione del giudice unico di primo grado, la ripartizione delle funzioni tra le sezioni lavoro e le sezioni ordinarie del tribunale non implichi l’insorgenza di una questione di competenza, ma, esclusivamente, di rito attenendo piuttosto alla distribuzione degli affari giurisdizionali all’interno dello stesso ufficio, non sussiste la competenza funzionale del giudice del lavoro, non controvertendosi in ordine alla sussistenza di un rapporto di lavoro ed alle relative conseguenze, ma dovendosi semplicemente accertare la sussistenza del vantato diritto al compenso avanzato dopo la cessazione del rapporto di pubblico impiego. La remunerazione di un dirigente comunale, soggetta al principio della onnicomprensività  previsto dall’art. 24 del d.lgs n. 165/2001, comprende tutti gli emolumenti derivanti dalle funzioni e dagli incarichi attribuiti in ragione dell’ufficio ricoperto dall’Amministrazione presso la quale il dirigente presta servizio o su designazione della stessa. E’ infondata la pretesa del dirigente di ottenere il compenso quale membro di una Commissione Collaudo nominata dall’amministrazione comunale presso cui ha prestato servizio, essendo un compito inerente all’assolvimento di funzioni dirigenziali, riconducibile, sotto l’aspetto retributivo, nell’ambito del trattamento economico ordinario onnicomprensivo disciplinato dal contratto collettivo.

massima di Nicoletta Palazzo    testo integrale

Tribunale Roma sentenza 19113-2018

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