Corte di Cassazione, Sezione Seconda, ordinanza 28 maggio 2021 n. 14988. Progettazione di opere pubbliche, opera d’arte, criteri convenzionali di determinazione del compenso con la P.A.

Hayez

La Pubblica Amministrazione, nell’esigenza di predeterminare i costi, non soltanto di esecuzione, ma anche – a monte – di progettazione delle opere pubbliche, può individuare un criterio cui parametrare il complessivo esborso, anche della fase di progettazione dell’opera. Detto criterio peraltro, in quanto sussunto nella convenzione in concreto stipulata tra l’ente locale e il progettista, assume natura convenzionale, con conseguente impossibilità, per la parte che lo abbia consapevolmente accettato, di revocarlo in dubbio in un momento successivo alla firma del contratto. Nel concetto di opera d’arte, in cui rientra il lavoro che presenti un peculiare pregio artistico, è estranea la prestazione dell’opera intellettuale che abbia ad oggetto opere di rilevante importanza. La ratio della deroga agli ordinari criteri, convenzionali o tariffari, di determinazione del compenso spettante al professionista si giustifica soltanto in presenza di prestazioni aventi un particolare pregio artistico, e non anche in relazione ad attività che, pur essendo tecnicamente ineccepibili ed anche esteticamente valide, rientrino pur sempre nell’ambito dell’ordinaria attività progettuale del professionista. Per assicurare l’adeguata professionalità occorrente per dette attività soccorrono i criteri previsti dagli artt. 14 e ss. della Legge n. 143 del 1949, che prevedono – salva la diversa volontà delle parti – la collocazione dell’opera in classi diverse, a seconda della sua importanza e, quindi, del pregio dell’attività progettuale ad essa relativa.

massima di redazione

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Cass sez II 14988-2021

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