Corte di Cassazione, Sezione Sesta Penale, sentenza 10 marzo 2021 n. 9525. Delitti contro la P.A., danno patrimoniale di speciale tenuità.

Artemisia Gentileschi

In tema di delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, qualora sia stata riconosciuta la circostanza attenuante generale del danno patrimoniale di speciale tenuità di cui all’art. 62, comma primo, n. 4, cod. pen., resta esclusa la possibilità del riconoscimento della circostanza attenuante speciale di cui all’art. 323-bis cod. pen. , se della stessa sia stata sollecitata l’applicazione esclusivamente in ragione della ritenuta esiguità del danno economico cagionato dal reato o del lucro conseguito.


L’attenuante speciale prevista dall’art. 323-bis cod. pen. per i fatti di particolare tenuità, diversamente da quella comune di cui all’art. 62, comma primo, n. 4 cod. pen., ricorre quando il reato, valutato nella sua globalità, presenti una gravità contenuta, dovendosi a tal fine considerare non soltanto l’entità del danno economico o del lucro conseguito, ma ogni caratteristica della condotta, dell’atteggiamento soggettivo dell’agente e dell’evento da questi determinato. Le due circostanze attenuanti riguardano il medesimo aspetto della vicenda laddove ne venga sollecitata la operatività esclusivamente con riferimento al profilo del profitto o del danno economico cagionato dalla condotta. Si verifica al contrario una sostanziale ‘sovrapponibilità’ delle due circostanze, in mancanza dì interesse al riconoscimento dell’attenuante speciale della particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 323-bis cod. pen., quando i suoi effetti finirebbero per risultare assorbiti dalla già avvenuta concessione della attenuante comune della speciale tenuità del danno patrimoniale, di cui all’art. 62, comma primo, n. 4 cod. pen.

Massima e commento di Luca Sdanganelli

testo integrale della sentenza

Cass. Penale Sent. Sez. 6 N. 9525.2021

 

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