Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 19 aprile 2021 n. 10244. Indici rivelatori dell’ente pubblico, associazioni fra comuni e natura dell’Anci, giurisdizione.

Tiziano

Mentre l’art. 28 della Costituzione costituisce il riferimento normativo per qualificare lo Stato amministrazione come ente pubblico, mancano invece disposizioni normative che definiscano l’ente pubblico in quanto tale o che offrano sicuri indici di riferimento per la collocazione della pluralità di organismi che operano nel settore della pubblica amministrazione sotto un unico paradigma. Negli ordinamenti democratici moderni non si può più affermare che lo Stato sia l’unico depositario dei valori della comunità, ben potendo gli stessi essere perseguiti anche da soggetti privati La progressiva frantumazione della pubblica amministrazione, con l’ingresso di nuovi soggetti e l’ampliamento delle funzioni svolte dagli apparati amministrativi riflette l’orientamento verso una nozione funzionale e cangiante di ente pubblico, ammettendosi senza difficoltà che uno stesso soggetto possa avere la natura di ente pubblico a certi fini e rispetto a certi istituti, e possa, invece, non averla ad altri fini, conservando rispetto ad altri istituti regimi normativi di natura privatistica. Rimane quale certo indice di riferimento la scelta del legislatore di dichiarare formalmente un ente come pubblico, e, quale espressione riassuntiva della normativa pubblica cui il legislatore vuole sottoporre l’Ente, assume fondamentale rilievo l’art. 4 della legge 20 marzo 1975, n. 70 [“Salvo quanto previsto negli articoli 2 e 3, nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge”], da non leggere in un’ottica meramente formalistica, giacché il riconoscimento della qualità pubblica di un ente può trarsi anche da disposizioni che, pur senza definire in modo esplicito un soggetto come ente pubblico, gli attribuiscano prerogative e poteri di natura pubblicistica. Le associazioni fra comuni che, al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati secondo le modalità stabilite dagli artt. 30 ss. del d.lgs. n. 265/2000 (TUEL), sono ascrivibili alla stessa categoria degli enti locali o degli enti di governo territoriale, di cui hanno la medesima natura e le medesime funzioni pubbliche, l’ANCI, associazione che raccoglie l’adesione di una pluralità di enti locali, atteggia una struttura di diritto privato, i cui scopi sono del tutto distinti dalle funzioni fondamentali degli enti territoriali, come delineate dagli artt. 118 e 119 Cost.. Discutendosi della legittimità di atti non riconducibili all’esercizio di alcun pubblico potere, in mancanza di specifiche disposizioni normative contrarie, la procedura di convocazione dell’assemblea e di nomina del coordinatore regionale deve dichiararsi sottoposta alla giurisdizione del giudice ordinario.

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Cass SS.UU SENTENZA 10244-2021

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