Tribunale Amministrativo Regionale Campania, Napoli, Sezione Prima, sentenza 12.5.2023 n.2897. Consorzi stabili, requisiti di qualificazione, cumulo alla rinfusa, imprese consorziate.

Attraverso il meccanismo del cumulo alla rinfusa dei requisiti di qualificazione fra le imprese federate nel consorzio stabile, l’intenzione del legislatore è sempre stata quella di valorizzare l’istituto in questione, quale importante strumento pro-concorrenziale per consentire la partecipazione alle gare pubbliche ad imprese singolarmente prive dei requisiti di qualificazione richiesti dal bando, le quali possono cumulare i requisiti di cui dispongono con quelli di altre imprese fino a soddisfare il livello di qualificazione richiesto

 Giovanni Boldini

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Mentre alle consorziate designate per l’esecuzione dell’appalto spetta unicamente dimostrare il possesso dei requisiti di ordine generale, ciò al fine di impedire che possano giovarsi della copertura dell’ente collettivo, eludendo i controlli demandati alle stazioni appaltanti, i requisiti speciali di qualificazione SOA devono essere posseduti e dimostrati unicamente dal consorzio stabile, mediante la sola qualificazione e l’attestato SOA del consorzio medesimo.

A differenza dei raggruppamenti temporanei di impresa sforniti di autonoma soggettività giuridica, il consorzio stabile rappresenta un nuovo e peculiare soggetto giuridico, promanante da un contratto a dimensione associativa tra imprese, caratterizzato oggettivamente come struttura imprenditoriale e da un rapporto tra le stesse imprese di tipo organico, al fine di operare in modo congiunto nel settore dei lavori pubblici quale unico interlocutore con l’amministrazione appaltante.

massima di redazione

testo integrale

Tar Campania Napoli sez I sentenza 2897-2023

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